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Giuramento di oltre 600 marescialli della scuola di Firenze

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Oltre 600 Marescialli dei Carabinieri della Scuola di Firenze hanno giurato, stamani, dinanzi a quasi 4000 familiari, arrivati nel capoluogo toscano da tutti gli angoli d’Italia. Grandi numeri per un grande evento: un evento solenne che si ripete ogni anno con rinnovata ritualità, a celebrare valori  veri, fondamentali, quali quelli del giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana, come sottolineato  anche dalle parole del Comandante delle Scuole, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Governale
e dalle riflessioni del Comandante dell’Istituto, Gen. D. Maurizio Stefanizzi.

I due Generali hanno accompagnato i militari nelle varie fasi della celebrazione, scandite dalle note della Fanfara della
Scuola ed arricchite dalla partecipazione dei massimi esponenti militari della Regione e di numerose autorità civili e religiose, tra cui quella del Cardinale Ernest Simoni, Canonico onorario
del Capitolo della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Alla presenza del Maresciallo Giuseppe Giangrande, Medaglia d’oro al Valor Civile, è stata data lettura della motivazione della Medaglia d’oro al Valor Militare concessa, nel gennaio 1999, al
Luogotenente Marco Coira, al quale è intitolato il 10° corso, purtroppo assente all’evento: «Comandante di Stazione, libero dal servizio e in abiti civili, occasionalmente presente con la
consorte in un pubblico esercizio, benché privo dell’arma in dotazione affrontava, con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed insigne coraggio, tre malviventi armati in flagrante rapina ai danni del gestore, ingaggiando con uno di essi violenta colluttazione. Aggredito dagli altri due complici, che lo percuotevano selvaggiamente e lo ferivano con alcuni colpi di pistola, persisteva nell’eroica azione, costringendo i malviventi a desistere dall’atto criminoso e a darsi alla fuga.

Pur stremato dalle gravi ferite, forniva, inoltre, determinanti elementi per il positivo sviluppo delle indagini, che si concludevano con la cattura dei rapinatori. Fulgido esempio di elette virtù morali, militari ed altissimo senso del dovere», a cui i protagonisti del giuramento di stamani potranno e
dovranno fare costante riferimento.