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Indonesia, sesso fuori da matrimonio diventa reato: punibili anche gli stranieri

Adnkronos
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Il sesso fuori dal matrimonio diventa reato in Indonesia, dove il Parlamento ha approvato un nuovo codice penale che criminalizza i rapporti sessuali che non siano tra persone sposate. Il nuovo codice, che si applica anche ai residenti stranieri e ai turisti, vieta la convivenza prima del matrimonio, l’apostasia e prevede punizioni per chi insulta il presidente o esprime opinioni contrarie all’ideologia nazionale. Il reato di blasfemia, già previsto in Indonesia, comporta ora una possibile pena detentiva di cinque anni.

“Tutti hanno concordato di ratificare la legge”, ha detto il deputato Bambang Wuryanto che ha guidato la commissione parlamentare incaricata di rivedere il codice penale in vigore dall’era coloniale. “Il vecchio codice appartiene al patrimonio olandese”, ha aggiunto.

Attivisti per la difesa dei diritti ed esponenti critici hanno messo in guardia dal fatto che il nuovo codice penale avrà “un impatto sproporzionato sulle donne” e ridurrà ulteriormente i diritti umani e le libertà nel paese a maggioranza musulmana, dove vivono oltre 270 milioni di persone.

Secondo il nuovo codice penale approvato dal Parlamento di Giakarta, chi ha rapporti extraconiugali rischia fino a un anno di carcere mentre le coppie che convivono senza essere sposate possono essere condannate a sei mesi di prigione. L’unico ‘compromesso’ raggiunto tra i liberali e i conservatori, si fa per dire, è che, per aprire un procedimento penale, è necessaria una denuncia formale. Finora il sesso fuori dal matrimonio, come l’omosessualità, non erano vietati in Indonesia, ma rappresentavano un tabù. Fa eccezione la provincia di Aceh dove è in vigore la Sharia, la legge islamica, e dove il sesso extraconiugale era già un reato punibile con cento frustate.

Tra le atre modifiche al codice penale approvate dai deputati, anche la pena di tre anni di carcere per chiunque ”attacchi la dignità” del presidente o del vice presidente. Chi insulta il governo, invece, rischia fino a 18 mesi di carcere o tre anni in prigione se le accuse portano a proteste di piazza. Inoltre diffondere notizie false diventa un reato punibile con una pena carceraria che prevede fino a sei anni di detenzione.