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Ucraina, Russia sceglie Gerasimov generale ‘retrocesso’

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(Adnkronos) – Si è spenta velocemente la stella del generale Sergei Surovikin anche se l’Armageddon che il suo nome prometteva è stato, in parte, realizzato, con i bombardamenti a tappeto delle infrastrutture civili ucraine iniziati poche ore dopo, il 10 ottobre, il suo arrivo al comando due giorni prima. Ma per Valery Gerasimov, il capo di Stato maggiore che assume l’incarico, le cose non appaiono rosee. La nomina ufficializzata oggi dal ministro della Difesa Sergei Shoigu è “una sorta di retrocessione, quantomeno un calice amaro”, ha commentato Mark Galeotti, analista specializzato negli apparati di sicurezza russi. D’ora in poi sarà lui a essere il diretto responsabile di quello che avviene sul teatro di battaglia.  

Il generale Surovikin, reduce dalla devastante campagna aerea contro Aleppo che aveva coordinato come comandante delle unità aerospaziali – ha resistito solo poco più di tre mesi al comando dell’operazione speciale di Mosca in Ucraina. Nominato poco dopo il bombardamento del ponte di Crimea, all’inizio dello scorso ottobre, era stato in precedenza comandante delle forze russe nel fronte meridionale. Per lui notoriamente, militari e civili nemici sono sullo stesso piano, obiettivi da colpire. La sua era stata la prima nomina ufficiale di un comandante dell’operazione, compito ora assunto dal capo di stato maggiore. Prima di lui, si diceva che a coordinare l’intervento fosse il generale Aleksandr Dvornikov.  

Il giorno prima dell’inizio della guerra, Surovikin, che forse oggi ha scontato la batosta delle forze russe a Makiivka o il ritiro di Kherson, era stato inserito nell’elenco delle persone colpite da sanzioni dell’Unione europea per il suo ruolo nell’apparato militare e per il suo stretto rapporto con Putin che nel 2017 gli aveva conferito l’onorificenza di Eroe della Russia. Surovikin sarà ora uno dei re vice di Gerasimov.  

Nato nel 1966 a Novosibirsk, Surovikin, 55 anni, ha iniziato la sua carriera militare in Afghanistan alla fine degli anni Ottanta. Ha preso parte nell’agosto del 1991 alla repressione delle proteste contro il golpe a Mosca. Sarebbe stato lui a dare l’ordine ai mezzi militari di procedere malgrado il blocco, una manovra che ha provocato la morte di tre persone.  

Le accuse contro di lui sono in seguito state ritirate. Ma quattro anni più tardi, è stato condannato con la condizionale per aver venduto una pistola. Ma anche questo procedimento è stato poi stralciato. Ha poi prestato servizio in Tagikistan e in Cecenia. Gerasimov, il teorico della guerra ibrida che porta anche il nome di “Dottrina Gerasimov”, che tanto successo ha avuto nel 2014 in Crimea e nel Donbass, è stato sotto attacco per l’andamento della guerra che avrebbe dovuto, nelle intenzioni di Mosca, esaurirsi in poco tempo con la caduta di Volodymir Zelensky.