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Transizione ecologica, nuove regole Ue su aiuti di Stato fino al 2025

Adnkronos
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(Adnkronos) – La Commissione Europea ha adottato un nuovo quadro temporaneo di crisi e transizione in materia di aiuti di Stato, che durerà fino alla fine del 2025, volto a sostenere i settori chiave per la transizione verso un’economia a emissioni nette zero. Il nuovo quadro temporaneo modifica e proroga il quadro temporaneo che venne adottato il 23 marzo 2022 per consentire agli Stati membri di sostenere l’economia nel contesto della guerra in Ucraina, già modificato il 20 luglio e il 28 ottobre 2022. 

Insieme alla modifica del regolamento generale di esenzione per categoria, che la Commissione ha approvato oggi, il quadro temporaneo contribuirà ad accelerare gli investimenti e i finanziamenti per la produzione di tecnologie pulite in Europa. Il quadro proroga la possibilità per gli Stati membri di sostenere le misure necessarie alla transizione verso un’industria a zero emissioni nette, in particolare gli aiuti per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e lo stoccaggio di energia, la decarbonizzazione dei processi produttivi nell’industria, che gli Stati membri potranno concedere fino al 31 dicembre 2025. 

Il quadro, inoltre, modifica l’ambito di applicazione delle misure per rendere più facili da progettare e più efficaci i regimi a sostegno delle energie rinnovabili, dello stoccaggio dell’energia e della decarbonizzazione dei processi produttivi. Ciò avviene anzitutto semplificando le condizioni per concedere aiuti a piccoli progetti e tecnologie meno mature, come l’idrogeno rinnovabile, eliminando la necessità di indire una gara. Vengono ampliate le possibilità di sostegno per la diffusione di tutti i tipi di fonti energetiche rinnovabili e per la decarbonizzazione dei processi industriali passando all’idrogeno. Sono previsti massimali di aiuto più elevati e calcoli semplificati.  

Il quadro introduce nuove misure, applicabili fino alla fine del 2025, per accelerare gli investimenti nei settori chiave per la transizione green, consentendo il sostegno agli investimenti per la produzione di apparecchiature strategiche, in particolare batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e utilizzo e stoccaggio del carbonio, nonché per la produzione di componenti chiave e per la produzione e il riciclaggio delle relative materie prime.  

In particolare, gli Stati membri possono fornire un supporto limitato ad una certa percentuale dei costi di investimento e importi nominali, a seconda dell’ubicazione dell’investimento e delle dimensioni del beneficiario. Le pmi e le imprese situate in regioni svantaggiate possono ricevere un sostegno più elevato. Gli Stati possono concedere percentuali ancora più alte, se l’aiuto è sotto forma di agevolazioni fiscali, prestiti o garanzie. Prima di concedere gli aiuti, però, le autorità nazionali devono verificare il rischio che l’investimento produttivo non finisca al di fuori dello Spazio Economico Europeo (See) e che non sussista alcun rischio di delocalizzazione all’interno del mercato unico. 

In casi eccezionali, è possibile fornire un sostegno maggiore a singole imprese, dove si rischia che gli investimenti vengano dirottati fuori dall’Europa. In una situazione di questo tipo, gli Stati possono fornire l’importo che il beneficiario potrebbe ricevere per un investimento equivalente fuori dall’Ue, o l’importo necessario per incentivare l’impresa a localizzare l’investimento nel See, qualunque sia il più basso. Questa opzione è soggetta a una serie di garanzie: può essere utilizzata solo per investimenti in certe aree, dette assistite; oppure per investimenti transfrontalieri che comportano progetti localizzati in almeno tre Stati membri, con una parte significativa dell’investimento complessivo realizzata in almeno due zone assistite, una delle quali sia una zona A (regioni ultraperiferiche o regioni le cui il Pil pro capite è inferiore o uguale al 75% della media Ue). Inoltre, il beneficiario dovrebbe utilizzare una tecnologia di produzione all’avanguardia dal punto di vista delle emissioni. E ancora, l’aiuto non può comportare il trasferimento di investimenti tra Stati membri.