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Dalla caccia alle cavallette alla tassa sui cani, addio ai regi decreti

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Dal regio decreto ‘Per l’abrogazione dei Regolamenti circa la caccia e distruzione delle cavallette nelle Provincie Napolitane’, datato 20 novembre 1864 (n. MCCCCXXXII – 1432), alle ‘nuove’ disposizioni relative al Corpo dei Volontari Italiani (20 ottobre 1861). Passando per centinaia di altre norme, che riguardano banche, gabelle territoriali, Commissioni, come quella da “istituire presso il Ministero d’Agricoltura, Industria e Commercio per raccogliere informazioni sullo stato attuale dell’insegnamento nautico della Marina mercantile e proporre i provvedimenti opportuni per l’ordinamento delle Scuole nautiche”. Nel consiglio dei ministri di ieri sera il governo Meloni ha deciso di mettere mano al disegno di legge recante “Abrogazione di norme pre-repubblicane relative al periodo 1861 -1870″. Un intervento che punta a sfoltire la burocrazia legislativa, cassando norme vecchie di oltre 150 anni.

Un elenco sterminato, oltre 2500 decreti, contenuto nell’allegato ‘A’ del ddl che raccontano l’Italia della seconda metà dell’ottocento. Il 16 giugno del 1861, ad esempio spuntò il decreto che abolì” il privilegio di caccia riservata accordato al Conte Dionigi Talon per una sua tenuta della Campotto, situata nel Comune di Argenta Provincia di Ferrara”. Tantissimi poi i decreti che regolano la polizia urbana da nord a sud. Si approva pure “l’istituzione di una tassa sui cani a favore dei Comuni di Bagnone, di Bersezio, di Pomponesco e di Salò; e l’attuazione di un nuovo regolamento e d’una nuova tariffa dei diritti di piazza nel Comune di Traversetolo”.

Il 29 settembre del 1861 poi “è dichiarata opera d’utilità pubblica la formazione della nuova piazza Cavour nella Città di Bologna”, a pochi mesi dalla scomparsa dello statista ‘Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia e Ministro degli affari esteri, avvenuta il 6 giugno di quell’anno. Per il Sud invece, nel 1864, si approvano “alcune modificazioni agli statuti della Società in accomandita Piroscafi postali di I. V. Florio e Compagni”, la celebre famiglia che ai tempi gestiva anche i servizi postali in Sicilia. Sul fronte bancario si segnalano poi l’ok alla “fusione della Cassa di risparmio di Napoli nel Banco della stessa città”, nel 1864. Sul fronte delle Assicurazioni ancora si concede il via libera alla Ras “Società anonima di assicurazioni stabilita in Trieste col titolo di Riunione Adriatica di Sicurtà ad estendere a tutto il Regno le sue operazioni”.