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Sudan/Evacuata ambasciata Usa

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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha confermato l’evacuazione del personale diplomatico americano in Sudan a causa dei combattimenti che si stanno svolgendo nella capitale, Khartoum.

“Oggi, su mio ordine, l’esercito degli Stati Uniti ha condotto un’operazione per estrarre il personale del governo degli Stati Uniti da Khartoum. Sono orgoglioso dello straordinario impegno del personale della nostra Ambasciata, che ha svolto i propri compiti con coraggio e professionalità e ha incarnato l’amicizia e il legame dell’America con il popolo del Sudan”, ha detto Biden in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca.

La situazione in Sudan è in peggioramento da qualche giorno. Esistono diverse problematiche legate alla situazione geopolitica, perché il Sudan ha molte tensioni con l’Etiopia. Inoltre, come tutti gli altri stati del Sahel, anche il Sudan ha una situazione incerta per combattimenti tra fazioni dell’esercito.

Il capo dell’esercito è oggi il Presidente del Sudan dopo il colpo di stato avvenuto due anni fa. Il generale Abdel Fattah al-Burhan è appoggiato dall’Egitto, ma viene considerato il capo della parte islamista dell’esercito dai suoi detrattori. Fino al 2019 il Sudan era stato governato da Omar al-Bashir, una dittatura che si basava su esercito e islam.

Il vice di al-Burhan è il capo delle forze di supporto rapido, un corpo paramilitare che si è venuto a creare circa venti anni fa contro i rivoltosi del Darfur. Oggi si scontrano contro al-Burhan per il potere.

Nel 2019 l’esercito si era messo dalla parte dei manifestanti che chiedevano la fine della dittatura di al-Bashir, in una specie di primavera araba ritardata. Nel 2021 i due capi dell’esercito fecero un colpo di stato contro i civili, con un colpo di stato militare e ricostruendo una nuova dittatura simile alla precedente.

Una crisi economica rilevante e le manifestazioni contro la dittatura hanno portato a una richiesta dei civili di trattare con il governo militare. Le trattative in corso sembravano vicine a un accordo, ma lo scontro si è venuto a creare tra le due personalità quando si è discusso di far entrare nell’esercito regolare le forze di supporto rapido.

Hemeti, il capo delle forze di supporto, voleva che questo corpo militare avesse a capo un’autorità civile, mentre al-Burhan voleva che fosse l’esercito a comandarle.

La società civile è la principale vittima. Questa lotta di potere sembra allontanare la possibilità di un governo civile per i cittadini del Sudan.