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Bakhmut, Prigozhin e ritiro Wagner: cosa succede, lo scenario

Adnkronos
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(Adnkronos) – Evgeny Prigozhin attacca Mosca e minaccia il ritiro della Wagner da Bakhmut. Intanto, nella città dell’est dell’Ucraina – fulcro della guerra da settimane – si continua a combattere. Kiev rivendica la distruzione di un deposito di munizioni della Wagner, che secondo Prigozhin sarebbe già a corto di rifornimenti. “I nostri combattenti hanno distrutto un deposito di munizioni dei wagneriti. Usiamo tutte le nostre forze per neutralizzare il nemico”, ha detto la vice ministra ucraina della Difesa, Hanna Maliar su Telegram, secondo quanto riferisce Ukrainska Pravda. In precedenza Maliar aveva detto che la Russia sta cercando di conquistare Bakhmut prima del 9 maggio, giorno in cui Mosca celebra la fine della seconda guerra mondiale con la Parata della Vittoria a Mosca. 

La notizia arriva dopo che alla Cnn un portavoce delle Forze Armate ucraine del settore est ha parlato dell’annuncio sul ritiro della Wagner da Bakhmut il 10 maggio come di un possibile “punto di svolta” nella battaglia per il controllo di questa zona dell’Ucraina, perché i militari russi non sarebbero in grado di “sprecare personale” come ha fatto il gruppo. Ma, secondo il portavoce Serhii Cherevatyi, Prigozhin “mente” sulla mancanza di munizioni e “cerca semplicemente un motivo per ritirarsi”.  

“Se per la Wagner proseguiranno le perdite, al livello a cui sono adesso, 100 o più persone al giorno, e non troveranno il modo di rimpiazzare il personale – ha detto Cherevatyi – il gruppo verrà distrutto vicino Bakhmut”. Anche perché, ha affermato, “la stragrande maggioranza” dei 137 soldati russi uccisi nella zona di Bakhmut nelle ultime 24 ore erano combattenti Wagner. “E’ per questo – ha incalzato – che Prigozhin vuole andar via, o cercherà di andar via, perché se continuano queste dinamiche è questione di settimane”.  

Prigozhin “mente” sulla mancanza di munizioni per i suoi, ha sostenuto ancora Cherevatyi, secondo il quale “solo nell’ultima giornata ci sono stati 520 attacchi con lanciarazzi contro le nostre postazioni nella zona di Bakhmut e ci sono stati sei attacchi aerei, quindi non è vero” quello che afferma Prigozhin. “Penso – ha concluso il portavoce militare ucraino – stia cercando un motivo per ritirarsi dal campo di battaglia, con enormi perdite, senza poter svolgere alcun incarico e non essendo in grado di rimpiazzare il suo personale”. 

Da Mosca, dopo le parole veementi di Prigozhin, sono arrivate comunicazini ufficiali: le truppe regolari stanno continuando l’assalto nelle parti di Bakhmut non ancora sotto il controllo russo, ha reso noto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, affermando che “le truppe di assalto continuano i loro attacchi ad ovest di Artyomovsk nella regione di Donetsk” ed usando il nome russo per Bakhmut.  

Il portavoce ha parlato anche alla distruzione di un ponte a Chasiv Yar per bloccare i rifornimenti agli ucraini. Ed al bombardamento da parte dell’artiglieria russa del villaggio di Kalinivka. Konashenkov non ha fatto riferimento alle dichiarazioni di Prigozhin, che ha sparato a zero in particolare contro il ministro della Difesa Sergey Shoigu. 

Proprio Shoigu nelle ultime ora ha fatto visita alla base del distretto militare meridionale delle Forze Armate, sede del coordinamento per l’invio di rifornimenti alle truppe russe che combattono in Ucraina. Il ministero ha confermato la visita di Shoigu, che ha parlato con i comandanti e ispezionato tank, blindati e altri equipaggiamenti destinati alle truppe dispiegate in Ucraina. 

IIl ministro ordinato rifornimenti “continui” in modo che le truppe abbiano “tutte le armi e gli equipaggiamenti militari necessari”, ha riportato l’agenzia Tass.