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Galli:Fidejussione dalla Fs per i “4 fessi”

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giovanni_galli2-1Giovanni Galli e Massimo Sabatini, apprese oggi dalla stampa le dichiarazioni dell’ad di Ferrovie Moretti, intervengono sul tema del sottoattraversamento ferroviario e ricordano la posizione del loro gruppo in merito  all’alta velocità fiorentina.

“Ribadiamo per l’ennesima volta che vogliamo anche noi che l’alta velocità serva Firenze, da sempre snodo centrale per il traffico ferroviario italiano. Fin dai tempi della campagna elettorale sostenevamo però le criticità del progetto, e abbiamo visto con dispiacere il realizzarsi delle scelte della sinistra che hanno voluto un tunnel sotto Firenze. Assistere adesso alle offese dell’ad Moretti verso chi si preoccupa di tutelare i cittadini, che temono lo scempio di una talpa escavatrice, certamente non è un bello spettacolo. Ma ci esorta ancor di più ad esercitare il nostro ruolo di consiglieri comunali”.

“Mi sento di replicare a Moretti dicendogli che adesso "quei 4 fessi" che si preoccupano (e che sono in realtà tantissime famiglie) si augurano nel contempo che tutto vada bene, che tutto proceda secondo programma e che nessuna abitazione risenta di danni, subsidenze o crepe. Se cosìnon fosse, vogliamo vedere cosa farà Moretti. Che subito inviteremo a dare sostanza pratica e formale alla sicurezza trionfante che sbandiera. La Lista Galli preparerà una mozione sul tunnel TAV proponendo al Sindaco di chiedere a Ferrovie una fidejussione da 50 milioni di euro a garanzia di tutti gli edifici interessati dai lavori in sotterranea e che subiranno danni strutturali. Da Renzi e dal Consiglio ci aspettiamo (e si aspettano i fiorentini) una veloce approvazione. Da Moretti, dall’alto della sua certezza assoluta, ci aspettiamo invece la totale adesione all’idea visto che è sicuro che nulla succederà e il rischio che ne consegue per Ferrovie è dunque inesistente” ha dichiarato Galli.

Sabatini ha invece sottolineato che “in ogni seduta del consiglio relativa al tunnel Tav ho sempre evidenziato con stupore la mancan
l’attuale equilibrio idrodinamico tra il ponte del Pino e Campo di Marte”; si legge pure che ciò “costituisce l’effetto di maggior impatto, impatto che cresce con il procedere nel sottosuolo delle opere e che permane anche post operam” con una conclusione che sentenzia che vi sono “potenzialità di cedimenti, subsidenze e sfornellamenti in aree sulle quali insistono abitazioni, costruzioni antiche e di pregio”.za di una valutazione di impatto

ambientale appropriata. Ho sempre invitato il sindaco Renzi a portare a Roma proposte alternative e a non dimenticare alcune note estratte dalla copiosa documentazione che il Nodo Firenze della TAV porta con sé. Di cui ricordo questi punti:
1) dichiarazioni delle Ferrovie (studio di impatto ambientale del 1998): vi si legge che “dall’analisi dei parametri si ottiene che il valore di rischio globale per la penetrazione urbana di Firenze risulta alto” ed anche che “vi è interferenza dell’opera con il flusso di falda con alterazione del

2) dichiarazioni Arpat (documento del 2003): si legge che “il progetto presenta gravi carenze di valutazione degli impatti conseguenti alle opere ed alla fase di cantierizzazione necessaria alla loro realizzazione”. Sottolineando nuovamente la centralità della sicurezza dell’intera città non posso non rilevare con preoccupazione quelle righe che ci dicono che “il trasporto su gomma dei materiali potrebbe portare a congestioni aggravando la situazione attuale dell’inquinamento atmosferico già pesante per l’area fiorentina”.
“Sono solo due dei tanti spunti critici, ma dovrebbero bastare a far capire che l’opinione di "quei 4 fessi" non è campata in aria. Bologna docet. E pure il Mugello” ha concluso Galli

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