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Operazione congiunta di polizia e carabinieri nell'area anarchica di San Salvi. Tre arresti

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Operazione di polizia e carabinieri in corso a Firenze nei confronti di esponenti dell’area anarchica: per 3 indagati il gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari, per altri 7 l’obbligo di dimora o di firma.
    Sequestrato anche un immobile, conosciuto col nome di ‘villa Panico’, nel parco di San Salvi a Firenze, ritenuto dagli investigatori “la principale base logistica dell’associazione per delinquere di ispirazione anarchica” scoperta nell’ambito delle indagini”.
    I reati contestati, per fatti avvenuti nel 2016, sono, a vario titolo, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamenti di sedi politiche e edifici del centro storico oltre che di mezzi delle forze dell’ordine e di soccorso, porto di armi improprie, detenzione e trasporto di materiale esplodente, violenza privata e rapina impropria.

In tale contesto, i predetti, unitamente ad altri 25 militanti della stessa compagine, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Firenze per una serie di gravi fatti di violenza commessi nel corso del 2016, nell’ambito di violente campagne antifasciste, antimilitariste e nei confronti delle FF.OO., con reati che vanno da violenza, resistenza e lesioni a P.U., a ripetuti danneggiamenti di sedi politiche, edifici del centro storico cittadino, automezzi delle FF.OO. e di soccorso, porto di armi improprie, detenzione e trasporto di materiale esplodente, violenza privata nei confronti di cittadini, fino alla rapina impropria.

Gli episodi delittuosi pianificati ed eseguiti dalla predetta associazione, ricostruiti nell’indagine dalla Procura, percorrono tutto il 2016 ed in particolare riguardano:

14 gennaio 2016 – irruzione sede di CasaPound di via D’Annunzio:
a seguito del grave episodio di una tentata irruzione all’allora sede di CasaPound di via D’Annunzio da parte di oltre venti individui che, per la maggior parte incappucciati e armati di mazze e bastoni utilizzati per l’offesa alle persone, lanciarono al suo interno un potente artifizio pirotecnico “Red Thunder” (che fortunatamente non esplose, poiché altrimenti avrebbe provocato lesioni alle persone che si trovavano all’interno del locale), sono stati identificati tra i partecipanti all’azione 4 degli odierni indagati, nei confronti dei quali si procede a vario titolo in concorso per tentate lesioni aggravate, danneggiamento, imbrattamento, porto di armi improprie, detenzione e trasporto di materiale esplodente.

3 febbraio 2016 – esplosione di una bomba carta davanti alla sede di CasaPound:
per aver collocato e fatto esplodere una bomba carta da qualificarsi “per la concreta micidialità” come ordigno esplosivo” che ha provocato il danneggiamento della saracinesca della sede dell’associazione “Il Bargello” (CasaPound) e di un’autovettura parcheggiata dinanzi alla stessa, è indagata una persona componente del commando ripreso a porre l’ordigno e contemporaneamente a tracciare su una limitrofa parete delle scritte in solidarietà a tre militanti anarchici parmensi arrestati pochi giorni prima per un analogo attentato ad una sede di CasaPound di quella città.

4 febbraio 2016 – violenza e resistenza a P.U. nel corso di una manifestazione non preavvisata in P.zza Ghiberti contro la presenza di militari nelle città:
l’episodio si inserisce in una serie di iniziative volte a contestare la presenza nelle città di militari di pattuglia e già sfociate in scritte gravemente offensive o in dirette offese nei confronti dei militari in servizio di vigilanza alla vicina sede della Comunità Ebraica.
Pertanto, in relazione all’effettuazione di un’improvvisa manifestazione dello stesso tenore – priva di qualsiasi autorizzazione e verosimilmente volta ad andare a contestare direttamente i militari in servizio alla vicina Sinagoga – veniva inviato sul posto personale di Polizia per procedere all’identificazione ed all’allontanamento degli autori dell’improvvisata iniziativa. I poliziotti trovavano tuttavia viva resistenza nei manifestanti che si opponevano all’identificazione e poi, fisicamente, all’accompagnamento in Questura di alcuni di loro, innescando una colluttazione con gli agenti operanti. Per questi fatti sono state identificate dodici persone, denunciate a vario titolo per Resistenza a P.U., rifiuto di fornire le proprie generalità e manifestazione non preavvisata.

21 aprile 2016 – gravi incidenti con le FF.OO. in Lungarno Generale dalla Chiesa:
I fatti scaturiscono da una violenta e immotivata reazione da parte di un consistente numero di militanti anarchici nei confronti di una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri impegnata ad identificare due giovani a bordo strada in Lungarno Generale dalla Chiesa.
A seguito delle ulteriori indagini relative ai partecipanti ai gravi episodi di aggressione citati, nel corso dei quali rimasero feriti otto operatori tra Carabinieri e Poliziotti e che portarono all’arresto nell’immediatezza di 3 persone, si è proceduto all’identificazione di ulteriori 7 persone ritenute responsabili, in concorso con gli arrestati, di lesioni personali e resistenza a P.U., nonché di danneggiamento aggravato alle autovetture di polizia al fine di impedire l’identificazione e l’accompagnamento presso gli uffici di polizia di alcuni altri partecipanti all’aggressione alle forze dell’ordine.

25 aprile 2016 – Fatti occorsi nel quartiere di Santo Spirito:
a seguito dei fatti e degli arresti dell’episodio sopra citato, nel pomeriggio/serata del 25 aprile, dopo il regolare svolgimento della consueta manifestazione antifascista in Santo Spirito, si verificò un’autonoma ed indipendente manifestazione da parte di una cinquantina di sodali dei predetti arrestati che, radunatisi in P.zza Tasso, scorrevano per lo più travisati le vie del quartiere.
Nel corso della manifestazione si registrarono consistenti imbrattamenti sugli edifici del quartiere, con scritte contro i fascisti, gravemente offensive e minacciose nei confronti delle FF.OO. e bestemmie e su un veicolo di soccorso, nonché ulteriori gravi comportamenti di violenza privata nei confronti di alcuni abitanti del quartiere costretti a vedere imbrattate le proprie abitazioni con le citate scritte e per tale motivo aggrediti fisicamente. Tali fatti culminarono poi con l’aggressione alla proprietaria di un bar della zona in seguito al furto di diverse bottiglie di alcolici da parte di alcuni dei predetti facinorosi, sfociato in una rapina impropria nei confronti della titolare che tentava di opporvisi.
In esito alle immediate indagini sono state identificate, quali responsabili a vario titolo dei reati di rapina, violenza privata, imbrattamenti aggravati su edifici storici, danneggiamento, travisamento e manifestazione non preavvisata, oltre trenta persone.

I delitti contestati agli indagati sono risultati essere perpetrati tutt’altro che occasionalmente. Secondo quanto emerso dalle indagini, essi risultano infatti avvinti da un filo di continuità, frutto di un programma organico condotto da un’associazione appositamente costituita ed organizzata secondo precisi stilemi:
– la condivisione di basi logistiche nei centri occupati tra cui principalmente “Villa Panico” nel parco di San Salvi che, per tali motivi, è da stamane oggetto di esecuzione di sequestro preventivo;
– la gestione da parte dei leader del gruppo di una “cassa comune” per il finanziamento delle azioni e delle spese legali conseguenti e di una “biblioteca comune” come luogo di incontro;
– la rivendicazione di ciascun atto con scritte murarie che rappresentano la “firma del gruppo”;
– il coinvolgimento dei responsabili dell’associazione per delinquere in ogni azione delittuosa emerso anche nel corso delle intercettazioni telefoniche che hanno consentito di rendere visibile la concreta struttura dell’organizzazione: i gregari facevano riferimento e tenevano costantemente aggiornati i responsabili del gruppo da cui ricevevano precise indicazioni sulle iniziative da organizzare;
– il ricorso sistematico all’uso della violenza e dell’intimidazione del gruppo per commettere i fatti di reato sopra descritti, non solo contro le FF.OO. – che rappresentano un obbiettivo preciso della lotta politica anarchica – ma anche contro ignari cittadini costretti a subire varie forme di violenza.

Fonte Questura Firenze

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