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State of the Union, il Presidente del Senato Grasso ha aperto i lavori

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di Elisabetta Failla

Ḕiniziata questa mattina la settima edizione di The State of the Union. Con questa manifestazione, organizzato dal European University Institute (Eui), Firenze torna al centro del dibattito europeo. L’evento, che ha luogo da oggi fino al 6 maggio, si svolge tra la Badia Fiesolana, Palazzo Vecchio e Villa Salviati, nell’ambito del Festival D’Europa. 
The State of the Union fa parte del calendario delle celebrazioni del Sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma ed è volta a promuovere una riflessione profonda sul passato e sul futuro del progetto europeo. Con il titolo “Building a People’s Europe” la conferenza verterà sul concetto di cittadinanza europea. Il tema di quest’anno abbraccia inoltre un ampio spettro di questioni: la democrazia diretta, referendum e populismo, la libera circolazione delle persone e la solidarietà sociale, l’emergenza globale dei rifugiati, l’integrazione economica e monetaria dell’UE e la sicurezza in Europa. 

Sono tante le personalità del mondo politico italiano e europeo che prenderanno parte a The State of Union.Dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni al Ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano, dal presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani al Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e al Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, al’Alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini e al negoziatore per la Brexit Michel Barnier. Le sessioni di questa giornata si sono svolte alla Badia Fiesolana. A dare l’avvio ali lavori è Presidente del Senato della Repubblica Italiana ed ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.

Facendo riferimento allo spirito che animò gli Stati fondatori sessant’anni fa, Grasso ha trovato significativo che il tema di quest’anno venga dedicato alla cittadinanza europea intesa nel suo senso più ampio che “non si limita solo ai diritti civili, politici, economici e sociali ma include rinnovate forme di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. L’apertura ad articolate istanze sociali costituisce una sfida di estrema difficoltà per il sistema istituzionale europeo e per quelli nazionali. Occorre in questo senso – ha detto – conciliare l’esigenza di decisioni efficaci su temi di straordinaria rilevanza internazionale, come la lotta al terrorismo e al crimine organizzato, la sostenibilità dello sviluppo, la solidarietà fra popoli e fra generazioni, con la necessità di moltiplicare i canali di dialogo con opinioni pubbliche sottoposte a una crescente massa di informazioni che determinano disorientamento in luogo di consapevolezza”

Altrettanto impostante è il ruolo sia dei parlamenti nazionali che di quello europeo. “A Bruxelles ci sono molti cambiamenti che possiamo realizzare per avvicinare la politica europea ai cittadini, ma ogni Paese deve contribuire alla trasparenza, alla partecipazione e all’efficacia della democrazia europea – ha proseguito – Penso che in questa fase così difficile dell’integrazione europea, solo la cooperazione fra parlamenti sia in grado di conciliare le crescenti esigenze di differenziazione e asimmetria con la ricerca di posizione condivise anche rispetto alle sfide future dell’integrazione: penso alla politica economica e finanziaria, alla difesa, alla cooperazione giudiziaria.

A proposito del funzionamento delle democrazie nazionali e al rapporto fra elettori ed eletti, Grasso ha auspicato l’approvazione di una nuova legge elettorale prima delle elezioni politiche nel nostro Paese nel 2018. “A me piacerebbe anzitutto che fosse finalmente una legge conforme alla Costituzione – ha spiegato –  e che deve nascere dal confronto parlamentare e recepire i principi dettati dalla Corte per garantire rappresentatività nel rapporto fra elettori, candidati ed eletti.

Il Presidente del Senato ha poi concluso il suo intervento parlando della necessità di trovare una soluzione a livello europeo per la gestione dei flussi di migranti e profughi in Europa. “Salvare e accogliere chi è in pericolo e riconoscere a chi ne ha diritto la protezione internazionale non sono gesti di liberalità, non sono manifestazioni di generosità – ha continuato – Sono obblighi morali, giuridici e internazionali. Io sono orgoglioso di quello che l’Italia ha fatto in questi anni”.

A questo proposito Pietro Grasso ha espresso la sua opinione sul caso ONG sollevato dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro “Credo sia sbagliato e ingeneroso associarsi ad accuse generiche, congetturali e politicamente strumentali. Le organizzazioni non governative hanno avuto un ruolo determinante, in stretta sinergia con le tante istituzioni centrali e territoriali, nel sistema europeo e italiano del soccorso e dell’accoglienza – ha detto – svolgendo una funzione pubblica a favore dell’Unione, garantendo servizi che avrebbero dovuto essere semmai assicurati da interventi istituzionali di carattere europeo”. E sulla questione il Presidente è tornato a margine dei lavori incontrando i giornalisti. “Sono certo, anche per la mia lunga esperienza personale, che la magistratura e le forze di polizia faranno piena luce su eventuali opacità e che proveranno e puniranno i reati che siano stati eventualmente commessi. Questo avvenga però nel rispetto rigoroso delle regole e della riservatezza necessaria a garantire il successo delle indagini – ha concluso – Non credo che ci siano, e lo dico a titolo personale, certamente gli estremi di azioni di incompatibilità per la funzione: intanto non ci sono stati inizi di azioni disciplinari da parte dei titolari dell’azione disciplinare, quindi non vedo nulla di particolare. Non giudico l’operato, c’è un Csm che ha questo compito”.

 

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