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L’archivio di Zeffirelli a Firenze: nasce il museo che è anche scuola per artisti

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Si è aperta con un’esecuzione unplugged di ‘Fratello sole, sorella luna’ da parte di Claudio Baglioni, che ne era interprete anche nell’omonimo film del 1972, la presentazione del Centro delle Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli, tenutasi stamattina nella sede della stampa estera a Roma, in assenza del maestro 94enne, rimasto a casa per motivi di salute, ma alla presenza del ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini e di diverse altre personalità.

Il Centro aprirà le porte al pubblico il prossimo primo settembre nello storico Complesso di San Firenze nel capoluogo toscano. “Si tratta del realizzarsi del sogno del grande Maestro – ha sottolineato Gianni Letta, che del Centro è presidente onorario – lungamente vagheggiato nel corso di una straordinaria, trionfale carriera durata quasi 70 anni”. L’inaugurazione ufficiale di questo centro che sarà insieme espositivo, formativo e documentario (Zeffirelli ha deciso infatti di donare l’archivio di tutta la sua carriera, dalla biblioteca ai bozzetti dei suoi spettacoli, ai suoi film) avrà luogo lunedì 31 luglio, alla presenza di esponenti dei mondi che Zeffirelli ha incrociato nella sua lunga vita: teatro, cinema, opera lirica e musica; ma anche politica e cultura. Tra questi ci sarà anche Andrea Bocelli che ha inviato un videomessaggio per la conferenza stampa di oggi, in cui annuncia che si esibirà per l’occasione con un coro di ragazzi di Haiti e ringrazia del dono fatto dal maestro alla città di Firenze.

 

Tutte le carte, gli appunti e i bozzetti che riguardano il mio lavoro fanno parte del mio archivio che ho scelto di destinare a Firenze – ha scritto Zeffirelli, in un messaggio per la presentazione – creando una Fondazione perché la mia città, depositaria di valori artistici e culturali impagabili e ineguagliati possa disporre di un patrimonio delle arti dello spettacolo. Una testimonianza rivolta soprattutto alle nuove generazioni, non come mia esaltazione ma come summa di una metodologia di lavoro”. Un modo, dice Zeffirelli, “di saldare un debito di riconoscenza” con Firenze, che è “una macchina di civiltà, di cultura, di tradizione e di conoscenza che Dio ha regalato al mondo”.

Un progetto divenuto realtà grazie al mecenatismo della Fondazione Franco Zeffirelli Onlus, al supporto del Comune di Firenze e con l’impegno economico dell’imprenditore russo Mikhail Kusnirovich e della famiglia del finanziere canadese-americano Robert Friedland.

Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo l’idea della Fondazione “nasce – ha spiegato il figlio adottivo di Zeffirelli, Pippo Corsi Zeffirelli – da un’idea del maestro che voleva assolutamente portare nella sua città tutto quello che ha costruito ed accumulato in 70 anni di carriera. Inizialmente non si riuscivano a trovare a Firenze gli spazi giusti e c’è stata una breve parentesi in cui si era pensato di fare questo centro a Roma. Dopodichè si è trovato questo spazio straordinario, dell’ex tribunale. E grazie al sindaco di Firenze e all’intervento del ministro Franceschini siamo riusciti ad ottenere due piano di questo palazzo: circa 3.200 metri quadri di spazi. Al primo piano siamo riusciti ad organizzare tutto il materiale, con un grande museo, che mostrerà il lavoro di Zeffirelli ma sarà aperto anche ad esposizioni temporanee di altri scenografi, costumisti o registi. Al pian terreno ci sarà una vera e propria scuola per le Arti dello Spettacolo con corsi su scenografia, costumi, regia, recitazione per cantanti d’opera”, ha aggiunto Pippo Zeffirelli.

“Il contenuto dell’archivio del maestro è sconfinato – ha sottolineato il ministro Dario Franceschini – un patrimonio enorme che diventa di fruibilità pubblica è un’operazione importante per il Paese perchè l’arte di Zeffirelli è di tutti, anche se in alcuni momenti storici ha patito lo scontro ideologico, quando il maestro si è impegnato politicamente”.

Per l’amministrazione comunale fiorentina è stato il vicesindaco Cristina Giachi a sottolineare l’orgoglio della città per la nascita del Centro Zeffirelli: “Chi ha avuto la fortuna di essere col maestro mentre contemplava le sale del palazzo barocco che ospita il centro non dimenticherà quello sguardo incantato. La sfida della città di Firenze è di restituire l’ex tribunale non solo come luogo espositivo ma di vita artistica, con nuovi artisti che decideranno di passare lì un periodo formazione. Il maestro diventa così fonte d’ispirazione per gli artisti del futuro”, ha concluso Giachi.

E d’altronde, come ha sottolineato Gianni Letta, Zeffirelli incarna meglio di chiunque altro la cultura fiorentina: “Franco Zeffirelli è la migliore espressione della cultura rinascimentale, del lavoro artigianale, delle botteghe. Avremmo voluto presentare oggi il Centro alla presenza del maestro, al quale mandiamo un applauso affettuoso sperando di vederlo all’inaugurazione del 31 luglio”, ha concluso tra gli applausi Letta. E infatti la formazione di studenti nell’ambito delle discipline del Teatro di prosa, dell’Opera in musica e del Cinema, avverrà nella scia della tradizione rinascimentale delle arti e dei mestieri di cui Firenze è culla nei secoli. Per realizzare tutte queste attività, il Centro dispone di una sala destinata a concerti e proiezioni cinematografiche e di aule per lo svolgimento dei corsi di perfezionamento e di laboratori.

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