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Il centrocampo laziale affonda la Fiorentina. Pioli sbaglia formazione con Saponara, Benassi e Sanchez inguardabili

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Note positive da DRAGOWSKI, che è risultato il migliore della Fiorentina, incolpevole sul gol. MILENKOVIC , VITOR HUGO si sono mossi bene anche se nell’episodio del gol di Luilic hanno dato troppo spazio al difensore laziale 
 La Lazio si è qualificata per le semifinali di Coppa Italia battendo la Fiorentina per 1-0 in una partita dei quarti di finale, giocata all’Olimpico. Nella doppia sfida di semifinale, la squadra di Simone Inzaghi affronterà la vincente del derby Milan-Inter di domani. Non si interrompe il feeling tra la Lazio e la Coppa Italia (due finali e un trionfo storico negli ultimi 5 anni): ai biancocelesti basta Senad Lulic, professione “eroe di coppa”, per battere una evanescente Fiorentina e accedere alla semifinale dove troveranno, lo sapranno domani sera, una tra Milan e Inter. Nel boxing day ‘made in Italy’ dedicato alla Tim Cup, biancocelesti e viola tornano ad affrontarsi sul prato di un Olimpico semideserto (pesano la diretta tv, il maltempo e i bagordi di Natale) a un mese di distanza dal match di campionato finito pari e tra le polemiche, dopo il contestatissimo rigore con Var al 94′. Ma questa volta la squadra di Inzaghi non sbaglia nulla, a differenza dell’ex Pioli che rivoluziona mezza squadra rispetto alla vittoriosa trasferta di Cagliari e non fa praticamente nulla per portare a casa il risultato. Inzaghi dopo il turnover in campionato torna all’antico dalla cintola in giù (dentro Lulic, Basta, Radu e Leiva) ma le sorprese sono Immobile e Luis Alberto in panchina, anche se la speranza del tecnico di preservare il centravanti in vista del big match di sabato a S.Siro dura appena 26′, visto l’infortunio di Caicedo.
Nella Fiorentina, Pioli parte col 3-5-2 che però non dà frutti, vuoi per la qualità del centrocampo laziale, vuoi per la brutta serata di Benassi, Sanchez e Veretout. Thereau e Simeone si accomodano in panca per lasciare spazio a Babacar a fianco di Chiesa e a un evanescente Saponara. Partita secca: chi vince vola in semifinale e la voglia di indirizzare subito il match sorride alla Lazio a cui bastano appena 6′ per bucare Dragowski. Ci pensa Lulic, complice una leggerezza a centrocampo di Benassi che lascia via libera a Milinkovic pronto a involarsi e a servire il bosniaco sulla sinistra che finta, rientra, dribbla Gaspar e infila il portiere viola sulla sinistra. Al 12′ Caicedo avrebbe la palla per blindare il match, col solito Anderson che lo serve al bacio ma sulla linea è provvidenziale il salvataggio di Gaspar.
La catena di sinistra Radu-Luilic mette sempre in affanno la retroguardia viola, con Benassi che fatica a rientrare e il capitano laziale che arriva sempre con facilità sul fondo. I biancocelesti hanno 4 nitide occasioni da rete (contro le zero dei viola) nella prima parre di gara ma un po’ il portiere, un po’ la scarsa precisione, un po’ la sfortuna, non concretizzano come meriterebbero. La ripresa si apre col doppio cambio viola (Simeone e Eysseric per Benassi e Saponara) e un modulo un pochino più spregiudicato (3-4-3) che però poco incide sull’inerzia della gara, sempre ben controllata dai biancazzurri (non ingannino i 6 corner a 2 per i viola) che dopo un’ora fanno rifiatare Anderson per Lukaku, con Milinkovic dietro a Immobile che al 26′ viene stoppato alla grande da Hugo sul più bello. Lulic al 36′ potrebbe anche concedere il bis, dopo una bella azione partita, al solito, sulla sinistra: entra in area, si accentra e lascia partire un tiro forte che però Dragowski pare alla grande. L’ingresso di Gil Dias vivacizza l’attacco viola che pero’ porta a casa solo buona volontà e interrompe la striscia di imbattibilità. La Lazio vince meritatamente e si avvicina nel modo migliore alla fine dell’anno e al big match di campionato con l’Inter, che vale un posto in Champions.
LA PAGELLA VIOLA

I VOTI DEI VIOLA

DRAGOWSKI 7,5 – Non può opporsi al destro angolato al millimetro di Lulic ma risponde presente alla sassata di Milinkovic-Savic, decisivo nell’anticipare Immobile e nel negare la doppietta allo stesso Lulic, in più occasioni. Senza di lui la Fiorentina sarebbe affondata già prima dell’intervallo.
MILENKOVIC 6 – Ribatte un tiro di Felipe Anderson, quando è in affanno trova sempre il modo di buttare il pallone in calcio d’angolo, cerca di mantenere la marcatura stretta sugli avversari. Da tenere d’occhio.
ASTORI 5 – Anticipa Caicedo intercettando il tocco geniale di Milinkovic-Savic per l’attaccante ecuadoregno, in scivolata ferma anche il centrocampista serbo al quale però regala anche diversi palloni. Prestazione double-face.
VITOR HUGO 6 – Ha una buona visione del gioco che gli consente di anticipare le mosse degli avversari, immenso su Immobile quando lo mura al termine di quello che poteva essere un contropiede letale per i gigliati.
GASPAR 6 – Con un salvataggio quasi sulla linea nega il raddoppio a Caicedo, deve spendere il giallo per fermare Lulic lanciatissimo verso la porta avversaria. È quando la squadra deve attaccare che palesa tutte le sue lacune. (GIL DIAS 5,5 – Preziosissimo in fase di copertura quando va a caccia di ogni singolo pallone rincorrendo gli avversari come un forsennato)
BENASSI 5 – Serata da dimenticare per l’ex-centrocampista del Toro che perde un brutto pallone a centrocampo (sul pressing di Leiva) spianando la strada al gol di Lulic, pessima interpretazione della gara. (EYSSERIC 6 – Cerca di mettersi in luce portando palla nei pressi dell’area di rigore della Lazio, avrebbe bisogno di un maggior minutaggio per esprimere tutto il suo potenziale)
SANCHEZ 5 – Deve migliorare come difensore visto che non riesce a chiudere su Immobile lanciato a rete, Felipe Anderson inoltre lo umilia con uno di quei tunnel che si vedono alla PlayStation. Di sicuro Badelj rappresenta un’alternativa di gran lunga migliore.
VERETOUT 5,5 – Senza il supporto di Badelj anche il belga, una delle rivelazioni di questa prima parte di stagione, fatica a imporsi in mezzo al campo. A inizio ripresa chiama al dovere Strakosha con un destro teso ma centrale, non basta per strappare una risicata sufficienza.
CHIESA 5,5 – Primo tempo anonimo, nella ripresa prova a rialzare la testa e al 65′ va vicinissimo al pari, Strakosha è decisivo nel mettere il pallone in corner.
SAPONARA 5 – Fatica a entrare in partita, a dire la verità non ci è mai entrato e Pioli gli concede solamente 45 minuti. (SIMEONE 6 – Non che il Cholito stravolga l’inerzia della partita ma almeno l’attaccante argentino si dà da fare anche senza avere il pallone tra i piedi, costringendo la retroguardia della Lazio ad attivarsi per tenerlo lontano da Strakosha)
BABACAR 6 – Nel primo tempo i compagni non lo assistono a dovere ma è evidente che sappia fare la differenza quando entra a gara in corso, quando gli altri sono stanchi e lui invece fresco come una rosa, e in quel caso riesce a trovare varchi per gonfiare la rete.
ALL. PIOLI 4,5 – Se davvero ci teneva a passare il turno avrebbe dovuto fare come il suo collega Inzaghi proponendo quasi tutti i titolari: con Simeone, Badelj e Théréau dal primo minuto chissà come sarebbero andate le cose.

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