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Crollo nel tunnel, Firenze nella morsa del degrado

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Dopo la colonna dell’abbondanza, è toccato al sottopasso di Viale Fratelli Rosselli segnalare segnalare alle autorità e alla cittadinanza che la città, da troppo tempo, è stata abbandonata a se stessa. Sono due episodi che, fortunatamente, non hanno avuto conseguenza negative per le persone.  Ma il rischio è stato grosso.

Il secondo episodio, quello di ieri mattina, è ancora più grave perchè vede in primo piano le Ferrovie che da tempo sono nell’occhio del cilcone per quanto riguarda la manutenzione generale.

Crollo nel sottopasso  “Il crollo di parte del tunnel ferroviario tra viale Strozzi e viale Fratelli Rosselli, il blocco del traffico, il disagio per migliaia di fiorentini che vedono limitata la propria libertà di spostamento è figlio di una cultura del profitto che oggi non è più possibile accettare” – ha dichiarato la capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo  –  Il sottopasso è infatti di proprietà di Ferrovie dello Stato che a quanto pare non è in grado di garantire la normale e corretta manutenzione di un manufatto centrale e strategico per la mobilità e la sicurezza di chi si sposta in treno e in auto.”

Sottoattraversamento  “La riflessione successiva – ha concluso De Zordo- è quindi legata al progetto di sottoattraversamento dell’Alta velocità: il famigerato doppio tunnel di sette chilometri che collegherà Campo di Marte a Castello con tanto di mega stazione sotterranea “.

Tornando al crollo in piazza della Repubblica il sindaco ha subito preso di petto la questione perché il rischio di una tragedia è stato enorme.  Con un infortunio grave sarebbe stato un colpo per il turismo della città. In primo piano anche l’analisi che i possibili danni provocati dallo scoppio dei petardi e dei botti nella notte di Capodanno potrebbero essere una delle cause della caduta della grossa pietra.  In alternativa è stato detto che potrebbe essere colpa di infiltrazione di acqua. Ma in questi giorni non ne è caduta molta.

Le cause che hanno contribuito in maniera prevalente al distacco del pezzo del capitello della colonna, potrebbe essere cercate anche nell’inquinamento ma “aver permesso – come scrive il consigliere  Grassi della Sinistra  -in Piazza della Repubblica e nelle altre piazze storiche, l’utilizzo e lo scoppio dei petardi e dei botti, non ha contribuito al corretto mantenimento statico del monumento”.

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