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Si avvicina il Ramadan. Amato: “L’amministrazione continua a ignorare le problematiche fra comunità islamica e residenti”

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“Il periodo del Ramadan si avvicina ma l’amministrazione continua ad ignorare l’appello sia della comunità islamica che dei residenti”. Lo afferma Miriam Amato, consigliera aderente a Potere al Popolo, che aggiunge: “Avevo anche proposto una mozione per impegnare la giunta ad occuparsi di una soluzione per la Moschea, ma è stato bocciata”.
“Ogni anno nel periodo del Ramadan a Firenze  si ripresenta il problema della numerosa comunità islamica priva di un adeguato luogo di culto, più volte richiesto, che obbliga gli aderenti alla comunità a pregare per strada. Con grave disagio per tutti – continua la consigliera –  ma l’amministrazione resta sorda alle richiesta del territorio. Ho presentato anche una mozione – ricorda Amato – per costringere amministrazione ad affrontare il problema, con cui chiedevo l’impegno per la realizzazione della Moschea, come sancito dalla pronuncia della Quarta sezione del Consiglio di Stato n. 8298, del 27 novembre 2010, in materia di edificazione di edifici di culto”. Questa sentenza, spiega la consigliera, ha sottolineato che “è compito degli enti territoriali provvedere a che sia consentito a tutte le confessioni religiose di poter liberamente esplicare la loro attività, anche individuando aree idonee ad accogliere i fedeli”, e che i Comuni non possono “sottrarsi dal dare ascolto alle eventuali richieste in questo senso che mirino a dare un contenuto sostanziale effettivo al diritto del libero esercizio, non solo nel momento attuativo, ma anche nella precedente fase di pianificazione delle modalità di utilizzo del territorio”. “Ma la volontà politica del PD – incalza la consigliera – è quella di negare questo diritto alla numerosa comunità islamica che da decenni vive nella nostra città: è una discriminazione vera e propria – accusa Amato – considerando che da una risposta al mio question time sulle “attrezzature di interesse comune”, destinate a “servizi religiosi”,  si ha che sul nostro territorio ci sono 900 mila mq destinati ai luoghi di culto, per la maggior parte usufruiti dalla chiesa cattolica, e che evidenzia carenza di spazi per le altre confessioni religiose, fra cui quella islamica”, conclude Amato.

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