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Biscottificio Antonio Mattei, 168 anni di una storia piena di dolcezza

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Il 29 settembre al Museo Bottega di Firenze è stato presentato la presentazione l’Archivio Digitale e il nuovo avatar di Antonio Mattei, dedicato alla memoria storica dell’azienda. Una storia iniziata 168 anni nel centro di Prato dove ancora si trova l’azienda e il negozio storico che abbiamo visitato per voi con ASET, Associazione Stampa Enogastroalimentare Toscana, lo scorso 4 ottobre.

 

Tra la fine si settembre e l’inizio di ottobre ci sono stati due appuntamenti dedicati ad un’azienda storica di Prato con 168 anni di storia sulle spalle, il Biscottificio Antonio Mattei, che da via Bettino Ricasoli, nel centro della città, è diventata un’eccellenza conosciuta anche a livello internazionale.

La prima occasione si è tenuta lo scorso 29 settembre quando, nel Museo Bottega di Firenze, in Via Porta Rossa 76R, è stato presentato il nuovo Archivio Digitale del Biscottificio Antonio Mattei, nato per volere della famiglia Pandolfini di conservare, valorizzare e rendere fruibile la memoria storica dell’azienda attraverso un lavoro di ricerca, catalogazione e digitalizzazione tuttora in corso.

Il Museo Bottega di Firenze

Attraverso un leggio interattivo dotato di schermo touch si può accedere all’Archivio Digitale, esplorando così i contenuti e approfondire, attraverso i materiali raccolti, i passaggi che hanno segnato l’evoluzione dell’azienda pratese. L’Archivio sarà successivamente accessibile anche online attraverso il sito del Biscottificio.

Il progetto è iniziato nell’autunno del 2024 con la selezione del materiale fotografico conservato nell’archivio aziendale e nelle raccolte della famiglia Pandolfini. Durante questo lavoro sono state selezionate circa 550 fotografie a stampa, successivamente digitalizzate, alle quali si sono aggiunte oltre 500 immagini già in formato digitale.

Consultazione Archivio Digitale

Per ciascuna immagine è stato poi svolto un lavoro di identificazione e contestualizzazione: le fotografie sono state datate, organizzate per temi e periodi e corredate da titoli e didascalie, successivamente tradotte anche in inglese. Nei casi in cui mancavano riferimenti certi, le informazioni sono state ricostruite attraverso il confronto tra fotografie, documenti e altre fonti storiche, restituendo a ogni immagine il proprio contesto.

A seguire il progetto in prima persona è stata Letizia Pandolfini, laureata in Storia dell’Arte e responsabile dell’archivio storico e fotografico, che diversi anni fa ha iniziato a ricercare e raccogliere materiali, fotografie e documenti legati all’azienda e alla famiglia.

L’obiettivo è stato quello di approfondire e ricostruire la storia del Biscottificio, recuperando informazioni e testimonianze conservate nel tempo e mettendo progressivamente in relazione fonti diverse.

Questo lavoro di ricerca è diventato negli anni sempre più strutturato, fino a dare forma al progetto dell’Archivio Digitale. La curatrice ha seguito lo spoglio dei materiali, la selezione e catalogazione delle fotografie, la ricostruzione delle informazioni e la redazione e revisione di testi e didascalie, coordinando il processo di digitalizzazione.

I fratelli Pandolfini, quarta generazione

“La storia in sé non ha senso se non può essere condivisa”, racconta la curatrice del progetto. Con questo lavoro è stato reso accessibile un patrimonio costruito nel corso delle generazioni e restituito valore alle esperienze, alle conoscenze e alle testimonianze che hanno accompagnato la storia del Biscottificio, strettamente legata anche a Prato e al suo territorio.

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Il nuovo allestimento del Museo Bottega traduce questa storia anche in un racconto per immagini. Sulla parete dedicata ai ritratti, fotografie appartenenti a epoche diverse dialogano tra loro seguendo il filo della storia Mattei: dalla veduta cinquecentesca di Prato, città dei mulini e dell’antica tradizione dell’arte bianca, a una veduta storica di Firenze, fino ai ritratti delle diverse generazioni e alle immagini delle botteghe, del laboratorio e delle lavorazioni.

Un sistema di QR code accompagna inoltre le fotografie e permette al visitatore di accedere alle relative didascalie, approfondendone in autonomia protagonisti, datazione e contesto storico.

Interessante la presenza dell’avatar di Antonio Mattei, situato al centro della parete, che racconta alcuni passaggi della propria storia e di quella del Biscottificio, dalle origini familiari alla nascita del forno, fino ad alcuni episodi e aneddoti che ne hanno segnato il percorso. Il nuovo allestimento fotografico e la sceneggiatura del racconto sono stati curati da Letizia Pandolfini sulla base delle ricerche condotte negli anni.

Avatar di Antonio Mattei

Questa presentazione è il risultato della prima fase di un percorso destinato ad ampliarsi. Nel 2027 l’Archivio Digitale si arricchirà infatti del patrimonio documentale, con carteggi, registri di produzione, cataloghi, atti e altri materiali storici che saranno progressivamente digitalizzati e resi accessibili al pubblico.

L’Entrata del Museo Bottega a Firenze

Sabato 4 ottobre, invece, con Aset, Associazione Stampa Enogastroalimentare Toscana, abbiamo visitato questa azienda storica a Prato, che si trova nella centralissima via Bettino Ricasoli 20/22, dove tutto è nato 168 anni fa. La visita è stata fatta con una guida di eccezione, Elisabetta Pandolfini, che appartiene all’ultima generazione della famiglia che si occupa del Biscottificio.

Entrare nel laboratorio significa essere accolti da un mondo di profumi che fanno venir voglia di gustare i prodotti caldi appena sfornati. Gustare un Biscotto di Prato appena uscito dal forno è un dolce momento indimenticabile!

Mentre osservavamo le varie fasi della lavorazione, dall’impasto all’impacchettamento, Elisabetta Pandolfini ci ha raccontato la storia del Biscottificio che ha sempre avuto sede nel luogo in cui si trova ora. “Nessuno nel tempo ha mai voluto spostare l’attività dal centro storico – spiega Elisabetta – anzi, piano piano ci siamo ingranditi recuperando i fondi vicini che si liberavano. Ma non abbiamo mai voluto perdere il contatto con il territorio e con i nostri clienti”.

Elisabetta Pandolfini

La storia è singolare, profuma di dolcezza e passione e merita essere raccontata. “Nel 1858 Antonio Mattei aprì un forno che produceva pane, pasta e dolci”, racconta la nostra guida. Quelli che un giorno lo avrebbero reso famoso. Ma cosa c’entra la famiglia Mattei con quella Pandolfini? “Il nonno Tommaso era fiorentino. – spiega Elisabetta – Quando aveva 4 o 5 anni, rimase orfano della mamma. Suo padre capì che non era in gradi crescerlo e lo mandò in affidamento presso la zia Italia Ciampolini che abitava a Prato sopra il forno in via Ricasoli ed era sposata con il fornitore della farina usata da Antonio Mattei”.

Il piccolo Tommaso passava molto tempo nel forno sotto casa finché non iniziò a lavorare preparando il pane e la pasta fresca. In quegli anni nacquero dalla tradizionale Bozza pratese prima i Cantucci aromatizzati all’anice (preparati con pasta di pane) e, successivamente, i celebri Biscotti di Prato alle mandorle, oggi conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. La ricetta era, ed è, semplice, basata sulla qualità degli ingredienti: farina, ancora oggi il fornitore è sempre quello del nonno, zucchero, mandorle e pinoli di San Rossore. Il metodo di produzione è sempre lo stesso, solamente automatizzato per aumentarne la velocità: si impastano gli ingredienti, talvolta inserendo come variante cioccolato, nocciole ecc., si preparano dei filoncini, si spennellano con le uova e si infornano. Una volta cotti, vengono tagliati e imbustati nel tipico sacchetto azzurro Savoia. Sempre lo stesso dall’unità d’Italia.

I “filoncini”

In quegli anni il successo varcò le mura di Prato grazie alla visione imprenditoriale di Antonio Mattei. I biscotti Mattei arrivano a Firenze, poi oltre i confini della Toscana fino all’estero con la partecipazione a fiere nazionali e internazionali dove i prodotti conquistarono prestigiosi riconoscimenti: medaglia d’oro a Firenze nel 1861, a Parigi nel 1867 e a Londra.

Nel 1904 la proprietà del biscottificio passò dalla famiglia Mattei alla Famiglia Ciampolini e Pandolfini per proseguire poi, nel 1922, nelle mani di Ernesto Pandolfini come proprietario unico della ditta Antonio Mattei. Anche la produzione si ampliò e, accanto ai Cantuccini e ai Biscotti di Prato, arrivarono i Brutti Buoni, ricetta della zia Italia, i Biscotti della Salute, la Torta Mantovana, ricetta regalata da alcune suore di Mantova, di passaggio da Prato, per ringraziare la famiglia dell’ospitalità, e il Filone Candito, ancora oggi una golosità molto richiesta.

Ancora oggi questa produzione di eccellenza, orgoglio pratese, è custodita e portata avanti dalla quarta generazione della famiglia Pandolfini, Francesco, Marcella, Elisabetta e Letizia. A Prato abbiamo incontrato solo Elisabetta, ma dalle sue parole e dai suoi occhi ci ha trasmesso la grande passione per il Biscottificio, per i prodotti che ogni giorno vengono sfornati e spediti, oltre che venduti nello storico negozio e in quello di Firenze. Una passione che accomuna sicuramente tutti i fratelli Pandolfini.