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Campo Marte / Parlano solo gli assessori. Il comitato: “Noi non ci fanno parlare”. Del Re “Colpa del privato se lo stadio non è andato alla Mercafir”

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di Piero Campani

Una giornata secondo previsioni. Niente  confronto con il Comitato che è stato costretto ad abbandonare la sala quando ha capito che non avrebbe potuto spiegare le cose che non vanno, secondo loro, nel progetto.

E così hanno spiegato i loro progetti l’assessora Del Re e l’assessore Giorgetti. L’assessora infrastrutture ha insistito sul progetto dei 5.000 metri di commerciale, del verde, del giardino Galli “ringraziando chi ha deciso di investire milioni nel commerciale”. L’unica cosa da mettere in rilievo la giustificazione perché si è arrivati al Franchi: “Avevamo puntato sullo stadio alla Mercafir ma l’investitore privato (Commisso ndr) si è tirato indietro”. Sarà bene che l’assessora si legga la storia della Mercafir a cominciare dai Della Valle.

Più preciso Giorgetti che ha messo sul piatto il passaggio sotto la ferrovia alle Cure sfruttando l’attuale sottopasso. Il dubbio da dove iniziare la discesa. Da via Masaccio? Lo comunicheranno entro un mese e mezzo.

PROBLEMA ALBERI.

Gli alberi? Ne saranno abbattuti 350 (Tutti adulti per l’ambiente) con 500 giovani che daranno la fotosintesi clorofilliana fra 40 anni. Quanti nel viale dei Mille alle 3 fermate per allargare la carreggiata? Minimo 10 per fermata ovvero circa 30. Non pochi.

Nella differenza , afferma Giorgetti , ci guadagna Firenze con un piccolo grande problema. Si abbattono grandi e sani alberi (specialmente alle 3 fermate di Viale dei Mille) con i 500 che saranno funzionali all’ambiente come minimo fra 40 anni.

 IL COMITATO

“Siamo usciti dalla sala perché abbiamo capito che non c’era la volontà di ascoltarci – afferma il portavoce Francesca Marrazza – Da parte nostra non c’era altro che chiedere delucidazioni su alcuni punti che i residenti non hanno ben capito. Abbiamo scritto all’assessore Giorgio invitandolo per un incontro parlando priprio di ambiente”.

FUTURO

Sull’ambiente si gioca la parte più importante sul progetto   della ristrutturazione del Franchi , a cominciare dalle tonnellate di cemento per la posa , e quindi CO2, dei binari per un mezzo nato negli anni ’70. Visto che Giorgetti ha parlato di un Capolinea a viale Don Minzoni, Non è il caso di pensare a mezzi più moderni guardando al futuro. Magari già a trazione elettrica che possono diventare a idrogeno