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Def/Dopo lo “scivolone” della maggioranza nuovo voto alla Camera

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riforme - governo nadef

Dopo il “brutto scivolone” di ieri – come lo ha definito la premier Giorgia Meloni – con il voto dell’Aula che ha respinto la relazione del governo sullo scostamento di bilancio, a Montecitorio riprendono i lavori con l’esame del Def e della nuova Relazione al Parlamento, approvata ieri dal Consiglio dei ministri in una riunione lampo. La seduta della Camera è iniziata alle 9, conclusa la discussione generale , lavori riprenderanno alle 10 con le dichiarazioni di voto. Il voto è quindi previsto per le 14.

Sono stati in totale 45 deputati dei 4 gruppi di maggioranza i non presenti ieri al voto sullo scostamento: 14 di Fdi, 14 di Forza Italia, 15 della Lega e 2 di Noi Moderati. Nello specifico 11 assenti della Lega e 4 in missione; 5 assenti di Fdi e 9 in missione; 9 assenti di Forza Italia e 5 in missione. “Alcuni dei nostri erano in ospedale, e quindi proprio impossibilitati a recarsi in Aula”, spiega un alto in grado meloniano. “Sono a Palermo per un convegno del sindacato dei commercialisti. Mi ha autorizzato il capogruppo Foti”, motivava invece la sua assenza il deputato di Fdi Andrea De Bertoldi. Non usa mezzi termini, invece, il forzista Alessandro Cattaneo, da poco sostituito come capogruppo alla Camera dal fedelissimo di Antonio Tajani, Paolo Barelli: “Ognuno si assuma le sue responsabilità, chiedo scusa agli italiani”.

“Ieri eravamo qui, non eravamo a casa. Non c’era nessuno a spasso. Noi ieri eravamo presenti in Aula, avevamo 5 assenti come Fdi, la maggior parte dei quali per ragioni di salute. Detto questo, noi ci dobbiamo assumere le nostre responsabilità. Dobbiamo chiedere scusa ai nostri elettori e al governo, che sta lavorando bene. Dobbiamo chiedere scusa, io personalmente, al presidente Meloni, la quale a noi di Fdi ha dato sempre esempio di umiltà e di serietà”, le parole del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Tremaglia, intervenendo in Aula durante la discussione.