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Cessate il fuoco a Gaza, Onu approva risoluzione: è la prima volta, Usa astenuti

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(Adnkronos) – A quasi sei mesi dall’inizio della guerra, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato per la prima volta una risoluzione che chiede un “cessate il fuoco immediato” a Gaza per il mese sacro musulmano del Ramadan.  

L’organo più potente delle Nazioni Unite, che ha espresso “profonda preoccupazione per la catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza”, ha chiesto inoltre il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi detenuti dall’organizzazione militante palestinese Hamas. 

Gli Stati Uniti, che detengono il potere di veto, si sono astenuti dal voto, permettendo così l’adozione della risoluzione. Gli altri 14 membri della commissione hanno votato a favore.  

E’ stato l’ambasciatore del Mozambico, Pedro Comissário Afonso, a presentare la risoluzione, sostenuta da Algeria, Guyana, Ecuador, Giappone, Malta, Mozambico, Sierra Leone, Slovenia, Sud Corea e Svizzera, ricordando che i 10 membri eletti del Consiglio hanno costantemente sostenuto le altre dichiarazioni per il cessate il fuoco. 

“Abbiamo proposto l’attuale risoluzione che domanda un immediato cessate il fuoco durante il periodo sacro – ha detto riferendosi al Ramadan – che conduca allo stesso tempo verso un cessate il fuoco permanente e sostenibile. La bozza richiede un immediato e incondizionato rilascio di tutti gli ostaggi e sottolinea che l’accesso umanitario sia permesso per affrontare tutte le necessità mediche ed umanitarie a Gaza”. 

Prima del voto la Russia ha cercato di cambiare il testo per ristabilire un precedente versione che includeva la parola permanente per il cessate il fuoco immediatamente richiesto. Ma il tentativo della Russia è fallito. 

La risoluzione, vincolante per il diritto internazionale, aumenta ulteriormente la pressione internazionale sulle parti in conflitto, Israele e Hamas. Tuttavia, non è chiaro in che misura la risoluzione avrà un’influenza sulle decisioni prese dal governo israeliano del primo ministro Benjamin Netanyahu o da Hamas riguardo al prosieguo della guerra. 

“Il Consiglio Onu oggi si è espresso in sostegno degli sforzi diplomatici condotti da Usa, Qatar e Egitto per arrivare a un immediato cessate il fuoco sostenibile, garantire l’immediato rilascio di tutti i palestinesi e aiutare ad alleviare le sofferenze dei civili palestinesi a Gaza che hanno una terribile necessità di protezione e aiuti umanitari che salvano la vita”, ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, dopo l’approvazione della risoluzione. “Gli Stati Uniti sostengono a pieno questi obiettivi cruciali”, ha aggiunto la diplomatica, parlando al Consiglio dopo il voto e ricordando come questi fossero “il fondamento della risoluzione che abbiamo presentato la scorsa settimana e che è stata bloccata dal veto da Russia e Cina”. 

Un sostegno, ha detto ancora Thomas-Greenfield, che per Washington non è solo a parole ma anche nei fatti: “Stiamo lavorando 24 ore su 24 per renderli reali sul terreno – ha detto parlando degli obiettivi – perché sappiamo che solo attraverso la diplomazia possiamo andare avanti: ci stiamo avvicinando ad un accordo sull’immediato cessate il fuoco con il rilascio di tutti gli ostaggi, ma ancora non ci siamo”. 

Benjamin Netanyahu, come minacciato, ha cancellato la missione del suo team a Washington, dopo che gli Stati Uniti si sono astenuti al Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Gli Stati Uniti – accusa il comunicato – si sono ritirati dalla loro posizione coerente in seno al Consiglio di Sicurezza, dove solo pochi giorni fa avevano stabilito un collegamento tra il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. Questo ritiro danneggia sia lo sforzo bellico che quello per la liberazione degli ostaggi, perché dà ad Hamas la speranza che la pressione internazionale gli permetta di accettare un cessate il fuoco senza la liberazione dei nostri ostaggi”.