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Gkn / Il corteo da via Mariti alla Regione Toscana oggi alle 14:30

Lorenzo Ottanelli
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Un corteo che da via Mariti, il luogo della strage del cantiere Esselunga, prenderà il via per arrivare davanti alla sede della Regione Toscana in via di Novoli. Un modo per far vedere e sentire la propria voce, quella della Gkn e del collettivo di fabbrica Insorgiamo, che vuole dare un nuovo futuro allo stabilimento.

Il corteo inizia oggi alle 14:30. Un giorno non casuale per festeggiare i 54 anni dell’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, che cadrebbe il 20 maggio. Una manifestazione per mostrare l’importanza di una legge che è sempre più a rischio e la cui salvaguardia non dovrebbe mai essere messa in discussione.

I lavoratori della Gkn sono da 33 mesi in assemblea permanente e da 5 mesi non ricevono più lo stipendio né la cassa integrazione. La vendita dello stabilimento a Qf non ha fatto altro che peggiorare la situazione. La nuova proprietà, infatti, vuole mettere l’impianto in liquidazione.

I lavoratori chiedono alla Regione di discutere la proposta di legge sui consorzi industriali. Una legge presentata a inizio aprile e che la RSU della Regione ha sollecitato per una approvazione veloce. Così come è avvenuto per i comuni di Firenze e Montelupo, che hanno approvato mozioni a favore del regolamento regionale.

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Il corteo dei lavoratori della ex Gkn partirà alle 14:30 da via Mariti verso piazza Dalmazia, per passare in piazza Tanucci, via Circondaria, viale Redi e finire davanti alla sede della Regione a Novoli per far sentire la propria voce all’istituzione che dovrebbe avere voce in capitolo.

Sui social sono tantissimi i sostenitori del corteo dei lavoratori della Gkn, anche del mondo culturale, come lo storico Alessandro Barbero, Moni Ovadia, Luciano Canfora, Zerocalcare e l’ex ministro greco Varoufakis.

LE DICHIARAZIONI PER IL CORTEO DEI LAVORATORI DELLA EX-GKN

“Non avremo voluto avere una via Mariti da cui partire, invece partiamo da un cantiere dove sono morti cinque lavoratori, in una situazione in cui questo si ripete continuamente. E’ una strage quotidiana, portata da un arretramento complessivo nel mondo del lavoro, dove si ha paura a dire di no, con sempre meno diritti”, ha detto Dario Salvetti, Rsu Gkn e Collettivo di fabbrica.

“La politica visualizza e non risponde, come su Whatsapp, questo il clima in cui arriviamo al corteo – dice Salvetti – questa è una vicenda in cui nessuno deve nascondersi senza prendersi le proprie responsabilità. Noi ce le siamo prese, abbiamo messo i nostri corpi per tre anni a difesa della fabbrica, ne pagheremo le conseguenze e le abbiamo già pagate. Ci stanno mettendo la faccia le Rsu della Regione e tante altre, se nessuno della politica deciderà di metterci la faccia se non quelle che stanno mettendo sui cartelli elettorali, ne prenderemo atto”.

“Noi non abbiamo più tempo – commenta la Rsu ex Gkn – al quinto mese senza stipendio né ammortizzatore sociale, senza alcuna risposta dalle istituzioni. Ma la domanda che ci facciamo è un’altra: possiamo permetterci questo precedente? Davanti abbiamo due strade: la vittoria della delocalizzazione, dei licenziamenti e forse di una potenziale speculazione; oppure un consorzio pubblico, un polo delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile a servizio della transizione climatica. Questo sarebbe un valore aggiunto per l’intera Regione, che molto presto dovrà gestire crisi di settori strategici come quello della moda, il cui indotto è in gran parte metalmeccanico e potrebbe trovare a Campi Bisenzio posti di lavoro alternativi”.

“E’ difficile tornare in piazza oggi, quando tutti i nostri occhi sono puntati su Gaza e sull’escalation bellica mondiale – conclude la Rsu ex Gkn – Eppure noi sappiamo che le cose sono collegate, è la stessa economia che provoca qui delocalizzazioni, impoverimento e schiavitù e da altri parti guerra, morte e distruzione. Il tema della pace sarà centrale e percorrerà tutto il corteo di sabato prossimo”.