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Il via del Tour de France da Firenze. Moser vota Pogacar: “Se va come al Giro vincerà”

Adnkronos
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Pogacar favorito per il Tour de France? “Basta che continui come il Giro d’Italia e vedrete che non avrà tanti problemi”. Ne è convinto Francesco Moser, che con l’Adnkronos si sbilancia sulla possibile doppietta Giro-Tour dello sloveno: l’ultimo a riuscirci nella stessa stagione fu Marco Pantani nel 1998. “Però -aggiunge- bisogna vedere qual è la condizione di Vingegaard: dall’incidente che ha avuto non ha più corso, non sappiamo niente della sua condizione. Perché è lì che si gioca la classifica, penso: fra loro due perché gli altri sono un po’ distanti”. Tra questi Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Wout Van Aert, Mathieu Van der Poel: “Evenepoel sicuramente corre per la classifica, e anche Van Aert. Comunque vedremo già da sabato, ci sono un po’ di salite”.

Da Firenze a Rimini, 206 km e già 3.600 metri di dislivello: potrebbe già dare indicazioni? “Indicazioni certo, ma non è la prima settimana che può dare certezze. Potrebbe andar via un gruppetto e succedere quello che è successo nella prima tappa del Giro”, vinta un po’ a sorpresa da Jhonatan Narvaez, poi scomparso nelle retrovie, e Pogacar solo terzo.

I favoriti sono sei, ma “solo sulla carta, in realtà non è così. Daranno battaglia a Pogacar ma tanto poi alla fine si rincorrono l’uno con l’altro e quando ognuno poi tiene le sue posizioni si fa il suo gioco. Ma adesso è difficile dire qualcosa, deve passare almeno una settimana di gara per capire come stanno messe le cose”. Quello di quest’anno è un bel percorso? “E’ difficile, il Tour non è mai stato così, di solito si parte con tappe per velocisti, una cronometro… Quest’anno si parte con le prime due tappe difficili, la terza no ma la quarta già sale in montagna. Poi si distenderanno in Francia, ma è sempre sulle montagne che si decide. E abbiamo visto Pogacar sulle salite” al Giro.

Solo otto italiani al Tour e nessuno a impensierire i big: “Eh, non abbiamo più squadre di World Tour. Uno qui, uno lì e poi basta, ormai va così. Il ciclismo italiano in declino? Abbiamo delle difficoltà perché non avendo squadre tutto in genere è un po’ calato, in Italia si sta mesi senza correre, una volta c’era il calendario pieno tutte le settimane. Ne manca la metà. E da come sono messe le cose vedo difficile una rinascita italiana”.