A due anni dal rapporto ‘Much More Than a Market’, Enrico Letta ha fatto il punto sullo stato di attuazione della roadmap sul Mercato Unico, riflettendo su cosa è stato realizzato e dove il processo si sia arenato.
di Elisabetta Failla
A due anni dal rapporto Much More Than a Market, Enrico Letta, Presidente dell’Istituto Jacques Delors, ex Presidente del Consiglio dei ministri italiano e, dall’ottobre 2024, Preside della IE School of Politics, Economics & Global Affairs di Madrid, ha fatto il punto sullo stato di attuazione della roadmap sul Mercato Unico, riflettendo su cosa è stato realizzato e dove il processo si sia arenato. La lecture è stata organizzata dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies nell’ambito dell’EMU Lab, The Economic and Monetary Union Laboratory presso l’Istituto Universitario Europeo, iniziativa congiunta della Cattedra Tommaso Padoa-Schioppa e della Cattedra Pierre Werner.
Il Rapporto Letta, dal titolo “Much more than a market: Speed, security, solidarity”, è un’analisi strategica sul futuro del mercato unico europeo richiesto dal Consiglio dell’UE, d’accordo con i Presidenti del Consiglio europeo e della Commissione, elaborata da Enrico Letta fra il 2023 e la primavera del 2024 e presentata ufficialmente il 17 aprile 2024.
Il suo scopo è stato quello di far riflettere sul futuro dell’Unione Europea, specificamente per la preparazione della nuova Agenda Strategica del Consiglio europeo per gli anni 2024-29.
Nel rapporto le istituzioni europee sono state invitate ad agire rapidamente, portando avanti il progetto di completamento del mercato interno avviato da Jacques Delors quarant’anni fa. Il punto di partenza è il mercato interno dell’UE che costituisce un progetto inerentemente politico. Nonostante la sua natura tecnica, la costruzione di un mercato comune, poi unico, oggi interno agli Stati membri dell’UE, è sempre stato collegato agli obiettivi strategici dell’Unione. Allo stesso tempo, il rapporto Letta sottolinea come il contesto geo-politico sia profondamente cambiato oggi, rispetto all’epoca in cui l’UE pose le basi per il suo mercato interno, non solo perché le dimensioni e il peso specifico dell’UE (in termini di popolazione e Pil globale) sono diminuiti, ma anche perché il sistema internazionale è attualmente attraversato da tensioni, come dimostra la guerra tra Russia e Ucraina.
Nella lecture di oggi, Enrico letta ha evidenziato come la situazione del Mercato Unico si trovi a fronteggiare una fase di maggiore competizione geoeconomica, mostrando come la frammentazione del mercato europeo resta un vincolo autoimposto alla capacità dell’Europa di competere in settori strategici, dalla finanza all’energia, dalle telecomunicazioni alle tecnologie di frontiera. Letta ha anche mostrato le difficoltà politiche dell’integrazione, dove interessi nazionali e cicli elettorali giocano spesso contro le riforme di lungo periodo. “Il completamento del Mercato Unico – ha affermato – va visto come un guadagno collettivo in prosperità, competitività e autonomia strategica. La necessità, quindi, è quella di ridefinire il mercato unico europeo per adeguarlo alle sfide globali, energetiche e geopolitiche per poter competere con giganti come Stati Uniti, Cina e India”.
“Rispetto a 10 anni fa, negli ultimi mesi l’Unione Europea si è mossa più velocemente – ha spiegato – Pensiamo all’accordo commerciale con il blocco sudamericano del Mercosur che ha creato una zona di libero scambio per oltre 700 milioni di persone. Oppure – ha proseguito – gli accordi con il Canada iniziati nel 2016 con il CETA (Accordo Economico e Commerciale Globale)”. Mercoledì scorso, infatti, Ursula von der Leyen, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione Europea (SOTEU) ha proposto al Canada di creare un’alleanza per il futuro e di diventare il primo membro associato dell’Unione Europea. Proposta che è stata accettata dal premier canadese Mark Carney, come ha affermato ieri davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo. La proposta della presidente è sicuramente senza precedenti perché è uno status che non è previsto dal trattato ma indica la crescente vicinanza fra l’Unione e il Canada, legata anche all’isolazionismo e all’imprevedibilità degli Stati Uniti.
Una delle criticità della competitività europea nei confronti di Stati Uniti e Cina riguarda la frammentazione economica dell’Unione Europea in alcuni settori chiave come telecomunicazioni, energia e mercati finanziari. Letta ha infatti evidenziato come l’Europa sia divisa in 27 mercati separati anziché agire come un’unica grande potenza economica.
Enrico Letta ha spiegato che l’integrazione del Mercato unico del 1992 è stata “un’idea geniale, che ha consentito all’Unione europea di sedersi ai tavoli decisionali globali e di avere una carica di deterrenza nei confronti degli attori internazionali”. Tuttavia, il vero problema è che quest’ultima è rimasta incompiuta in tre settori fondamentali: l’energia, la connettività e i mercati finanziari. “Oggi – ha spiegato – in questi settori siamo divisi in 27 Stati, e questa è una delle carenze principali dell’Unione europea e della sua competitività”. Per tale motivo, gli investitori privati vengono scoraggiati ad investire nel mercato europeo, orientandosi verso quelli asiatici e orientali, molto più competitivi per quanto riguarda l’offerta di regole e la rapidità degli investimenti.
“Un’azienda non si presenta come europea ma ancora come italiana, francese o polacca, mentre negli Stati Uniti, ad esempio, le aziende sono americane non dei singoli stati USA”. La necessità quindi è quella di apparire più grandi appartenendo ad un unico mercato per essere più competitivi e non finire sotto attacco. “Guardate cosa è successo al Regno Unito dopo la Brexit. È diventata più piccola e poco competitiva. – ha evidenziato – Essere grandi vuol dire diventare indipendenti dai Paesi economicamente e commercialmente più forti”.
Quali sono quindi i punti fondamentali su cui puntare? Oltre alle quattro libertà previste dai trattati – libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali – Letta ha introdotto la quinta libertà dedicata a ricerca, innovazione, istruzione e conoscenza.
Parlando di integrazione, per il relatore sono necessarie quella energetica, delle telecomunicazioni e della connettività, creando anche un’unione dei risparmi e degli investimenti per unire i mercati finanziari frammentati. “Per poter superare questa frammentazione, bisogna creare un sistema giuridico unico europeo che semplifichi la vita alle imprese – ha spiegato – che vada ad aggiungersi ai 27 già esistenti e che sia valido allo stesso modo in tutti gli Stati membri dell’Unione”.
Infine il relatore ha evidenziato come Ursula von der Leyen, nel suo discorso di mercoledì scorso, abbia ripreso i contenuti principali del rapporto sul mercato unico: riduzione della burocrazia e risparmio economico. Una semplificazione, ha ribadito, che non deve essere a senso unico. La Presidente della Commissione ha infatti chiesto agli Stati membri un patto contro il gold-plating, ovvero la tendenza di uno Stato membro ad aggiungere obblighi, restrizioni o costi più rigidi del necessario quando recepisce una direttiva dell’Unione.



