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Montedomini: “Bandi pubblici e criteri trasparenti, basta accuse non documentate e allusioni”

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“Basta allusioni e accuse non provate, Montedomini è un patrimonio della città al di là di chi lo amministra adesso, di chi lo ha fatto in passato e di chi lo farà in futuro. La pubblicità dei bandi relativi a via Guelfa, via Faenza e via Maccari, l’indicazione delle condizioni di partecipazione e dei criteri di assegnazione e la documentazione degli atti sono i capisaldi della gestione degli immobili dell’azienda: si tratta di elementi verificabili, sui quali chiunque può fondare le proprie valutazioni anche critiche. Ciò che non è accettabile è creare un clima di sospetto e di veleni. L’Asp è pronta a fornire i chiarimenti dovuti nelle sedi competenti, ma ritiene necessario che il confronto si svolga sulla base di fatti documentati e non architetture complottistiche”.

Così Asp Firenze Montedomini interviene dopo la conferenza stampa del comitato Salviamo Firenze per viverci.

“Da parte nostra proviamo a dare il nostro contributo ad un dibattito civile dando informazioni verificate – spiegano dall’azienda – . Un esempio su tutti: sull’immobile di via Maccari 101-103, la cooperativa Chicco di Grano era a conoscenza delle ragioni della mancata assegnazione. Come indicato nel bando pubblico, la proposta presentata non era quella economicamente più alta. L’esito della procedura è stato quindi determinato sulla base del criterio previsto nell’avviso. Non corrisponde ai fatti, pertanto, sostenere che la cooperativa non sapesse perché non si era aggiudicata l’immobile”.

“Ancora: per quanto riguarda la società Back In, assegnataria di alcuni immobili, è bene sapere che i lavori di ristrutturazione previsti dal bando non sono stati eseguiti e per questo motivo il contratto è stato risolto. Attualmente – proseguono da Montedomini – gli immobili sono liberi e necessitano di interventi di restauro. Si tratta di circostanze precise, che devono essere considerate nella ricostruzione della vicenda e nella valutazione dell’operato dell’azienda”.

“La magistratura deve fare il suo lavoro e da parte nostra non mancherà mai rispetto e collaborazione verso gli inquirenti, perché è nel primario interesse dell’azienda la verifica di possibili reati – concludono da Montedomini –. Ciò che non è accettabile sono le accuse non documentate e il tentativo di creare un clima da caccia alle streghe. Su questo siamo pronti a difendere l’onorabilità di Montedomini anche in sede legale”.