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Distretti economici: cuoio e pelle, commissione regionale a Santa Croce e San Miniato

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La presidente Brenda Barnini (Pd): “La necessità impellente di riattivare il tavolo regionale di crisi, occorre una visione strategica d’insieme”; il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci (FdI): “Politica e pubblica amministrazione non devono mettere troppi vincoli e ostacoli a chi ha voglia di fare impresa”

Dal confronto di oggi è emersa la necessità di riconvocare il tavolo di distretto e l’esigenza di richiedere al Governo nazionale di rifinanziare gli ammortizzatori in deroga. Barnini ricorda che “sul 2027 dobbiamo sfruttare le opportunità della nuova programmazione europea per sostenere al massimo il rilancio del comparto affinché la crisi non diventi strutturale.

“Siamo in una fase ancora delicata per il comparto conciario, caratterizzata da una domanda internazionale debole e dalle difficoltà che stanno interessando in particolare il mercato del lusso e della moda”, ha detto Simone Giglioli, che ha ricordato le undici procedure di licenziamento collettivo con 114 lavoratori coinvolti dal 2025 nella filiera della pelle. “Il tema negli ultimi anni è quello della crisi del settore moda e dei brand che hanno acquistato o quote o totalità di aziende e quindi vengono ad investire nel distretto. Per il sistema consortile è una sorta di spersonalizzazione, perché l’interlocuzione non esiste più”. Una richiesta forte emersa è quella di avere un tavolo di concertazione con i brand.

 “Non credo che il ruolo della Regione possa basarsi solo sui numeri forniti, ma occorre mettersi all’altezza delle situazioni e dei contesti territoriali – ha detto la presidente Barnini – Quando parliamo di moda in Toscana, parliamo del principale settore manifatturiero della regione che occupa più di 110mila addetti e vale quasi il 40 per cento degli occupati del settore. Da qui la necessità impellente di riattivare il tavolo regionale di crisi e ricordo che il Consiglio regionale l’aveva già chiesto con una proposta di risoluzione unanime”. Nella proposta di risoluzione “avevamo individuato anche una serie di aspetti importanti per il distretto della concia, come la sostenibilità che deve andare in coppia con la competitività”. “Occorre chiedere una visione strategica d’insieme, perché non c’è un aspetto scollegato dall’altro. Siamo di fronte all’ennesimo anno di crisi. O il 2027 diventa l’anno in cui vediamo delle luci, oppure rischia di diventare l’anno in cui si certifica l’inizio del declino”.

 “Serviva riavvicinare la politica a questo territorio – è intervenuto Matteo Trapani, tra i promotori dell’incontro di oggi –, un territorio di eccellenza e fare la filiera della moda significa mettere insieme tutti gli operatori, i produttori, gli imprenditori, i conto terzisti, i sindacati e le istituzioni”.

 “Prima di parlare di declino vorrei che credessimo nello sviluppo del nostro territorio e come Regione ci aiutaste ad arrivare all’accordo di programma”, è intervenuto il sindaco di S. Croce Roberto Giannoni “e sul fronte delle energie rinnovabili – ha detto – siamo tartassati dalla richiesta di pannelli fotovoltaici, che creeranno lavoro solo nel momento della loro installazione non nel futuro e occuperanno le zone industriali. Questo incontro – ha concluso Giannoni – può riportare l’attenzione della Regione sul nostro distretto, un po’ dimenticato. Credo che a Santa Croce Sull’Arno si possa ancora investire e molte concerie nel mondo sono in zone dove non c’è la depurazione. Qui offeriamo un’alternativa al trasferimento di queste aziende”.

Riccardo Bandini, presidente dell’Associazione dei conciatori di Santa Croce, ha espresso diverse criticità per le aziende, ha chiesto cosa possa fare la regione per alleviare l’aumento dei costi energetici e per essere un’attrattiva dei giovani.

 Dai sindacati l’allarme per una “crisi che rischia di cambiare la struttura economica e sociale del territorio”.

 “Questo territorio rappresenta uno dei tre o quattro motori della Toscana, svolge la sua funzione con nobiltà assoluta, ricordo che nel cuoio le concerie sono i campioni mondiali dell’economia circolare e del riuso – ha detto Diego Petrucci –. Il rifiuto speciale, la pelle di un animale che sarebbe da smaltire in modo molto costoso, qui diventa un prodotto di lusso da boutique. Il territorio ha voglia di investire e la politica e la pubblica amministrazione non devono mettere troppi vincoli e ostacoli a chi ha voglia di fare impresa”. Chi vuole investire qui, ha aggiunto Petrucci, “deve farlo con il vincolo del battente idraulico, bisogna costruire sulle palafitte ad un metro da terra con costi enormi perché non sono ancora state fatte le opere di contenimento delle piene dell’Arno. È un vincolo dovuto all’incapacità della Regione, una penalità che scarichiamo addosso a una delle aree più vitali della regione”.

“Il tema dell’energia non si risolverà con la legge sulle aree idonee e sulle semplificazioni amministrative – ha detto Luca Rossi Romanelli –. Si dovrà poi costruire un sistema di incentivi che permetta di rispondere alle necessità con tempi ridotti e a costo zero”.