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Bloccata dai Nas di Firenze sofisticazione e vendita con etichette false di "grandi vini"

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E’ in corso di svolgimento nelle province di Firenze e Salerno l’operazione del Nas dei Carabinieri di Firenze denominata “BACCO”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, che ha smantellato un’associazione per delinquere finalizzata alla produzione ed alla immissione nel circuito commerciale di vino adulterato e contraffatto. Venti  militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e dell’Arma Territoriale stanno dando esecuzione a 3 misure cautelari personali, emesse dal GIP presso il Tribunale di Firenze, e altrettante perquisizioni locali.

 (nella foto, durante la conferenza stampa da sinistra il capitano Frisio, al centro il procuratore capo Giuseppe Creazzo, a destra il colonnello Erasmo Fontana comandante del gruppo tutela della salute a Roma)

I Carabinieri del NAS, collaborati da militari dei Comandi Provinciali di Firenze e Salerno, hanno arrestato – su disposizione del GIP del Tribunale di Firenze – tre persone che rivestivano posizioni di primo piano all’interno dell’associazione criminale, ed eseguito diverse perquisizioni.Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore della DDA di Firenze  Giulio Monferini hanno permesso di individuare 10 soggetti i quali, agendo all’interno di una articolata organizzazione criminale, dove ognuno ricopriva un ruolo ben specifico, hanno prodotto e commercializzato, in Italia e all’estero, vino adulterato con aggiunta di alcol, per aumentarne la gradazione rispetto al prodotto naturale, e contraffatto facendolo apparire quale vino di alta qualità, mediante apposizione sulle bottiglie di false etichette di vini pregiati. I carabinieri nei mesi scorsi avevano sequestrato 9mila litri di vino rosso pronto per essere imbottigliato, bottiglie già confezionate di Sassicaia Brunello e Chianti doc, centinaia di etichette e fascette di vino di varie marche, migliaia di capsule: tutto  falsificato. Sequestrati anche trenta litri di alcol utilizzato per elevare il tenore alcolico del vino.

All’interno dell’organizzazione, ricoprivano un ruolo di primo piano i tre arrestati: il titolare di un’azienda agricola nel comune di Empoli, dove avveniva l’imbottigliamento ed il confezionamento del vino adulterato e contraffatto, e due soggetti campani, i quali procuravano tutto il materiale necessario alla contraffazione (etichette, fascette, capsule, imballaggi). Una volta confezionato, il vino veniva temporaneamente stoccato in depositi di ditte riconducibili agli indagati, ubicate nel Lazio ed in Emilia Romagna, per poi essere venduto sia in Italia che all’estero (una partita di vino composta da diciottomila bottiglie è stata spedita in Costa Rica, località di dimora di uno degli indagati). Dalle analisi dei Nas il vino non aveva effetti nocivi ma solo di truffa per non avere le caratteristiche derivanti dalle etichette.  

 

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