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Attentato al Museo del Bardo a Tunisi. Turisti scampati alla strage chiedono danni a Costa Crociere

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“Grazie a 65 anni di attività nel settore del turismo, noi di Costa Crociere abbiamo accumulato un’esperienza tale da pianificare itinerari allettanti e sicuri oltreché interessanti escursioni a terra in collaborazione con i più affidabili partner locali”. E’ l’esordio della comunicazione diffusa dal comandante della Costa Fascinosa, Ignazio Giardina, a tutti i crocieristi all’arrivo della nave a Tunisi il 18 marzo del 2015, nonostante tutte le autorità mettessero in guardia dall’elevato rischio di azioni terroristiche. E’ proprio sulla base di queste rassicurazioni che molti turisti quel giorno decisero di partecipare senza problemi alla visita guidata nel centro della città e al Museo del Bardo organizzata da Costa, e venduta direttamente sulla nave al prezzo di 83 euro a persona, andando così incontro a un tragico destino: cinque delle 24 vittime dell’attentato, e 8 dei 45 feriti, erano imbarcati sulla Fascinosa.

A svelare questo non trascurabile retroscena è il dettagliato atto con cui, a quasi due anni di distanza, due famiglie venete scampate a quella strage, tramite Studio 3A, hanno citato in causa la compagnia chiedendo il risarcimento dei gravi danni morali subiti: citazioni depositate nei giorni scorsi nei tribunali di Vicenza e Verona, le due province in cui risiedono i superstiti, con prima udienza già fissata, rispettivamente, per il 3 e 15 maggio.

 

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