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Bill violaA Firenze il Rinascimento diventa ‘Elettronico’

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di Elisabetta Failla

Bill Viola
Bill Viola

Dal 10 marzo al 23 luglio Palazzo Strozzi ospita Bill Viola. Rinascimento Elettronico, una grande mostra che celebra il maestro indiscusso della videoarte contemporanea attraverso opere della sua produzione dagli anni ‘70 a oggi. Tra il 1974 e il 1976 l’artista statunitense  ha vissuto a Firenze dove è stato direttore tecnico di art/tapes/22, straordinario centro di produzione e documentazione del video fondato e diretto da Maria Gloria Bicocchi. “Vivere in questa città gli ha permesso di conoscere il mondo della storia dell’arte e del Rinascimento – ha spiegato Arturo Galansino direttore generale della Fondazione Strozzi – che ha influenzato enormemente la sua attività artistica”.  Parte della mostra infatti è dedicata ad un inedito confronto delle opere di Bill Viola con capolavori di cinque maestri del Rinascimento Pontormo, Masolino da Panicale, Paolo Uccello e Lukas Cranach che sono stati fonte di ispirazione per l’artista americano e ne hanno segnato l’evoluzione del linguaggio. 

“All’università alla storia dell’arte preferiva i video – ha raccontato Kira Perov moglie e direttore esecutivoBill Viola Studio, al fianco dell’artista da 35 anni –  Poi vide il “David” di Michelangelo e quello ha lasciato il segno”.

La rassegna curata da Arturo Galansino e da Kira Perov conduce il visitatore attraverso straordinarie esperienze di immersione tra spazio, immagine e suono ripercorrendo la carriera dell’artista, segnata dall’unione tra ricerca tecnologica e riflessione estetica, dalle prime sperimentazioni con il video negli anni Settanta fino alle grandi installazioni più recenti che catturano il pubblico con forti esperienze sensoriali.

The Crossing Water
The Crossing Water

Due i concetti chiave: l’arte come espressione dell’uomo e della sua esistenza, nascita, morte, emozione, coscienza e spiritualità e la “extended vision” ovvero interpretare e guardare più da vicino le opere che maggiormente toccano queste esperienze primarie. Solo così l’artista può raggiungere la vita interiore e descrivere l’animo umano. L’uomo, il visitatore, si trova davanti alle proprie fragilità tanto da essere rappresentato come inerme davanti alle forze della natura. Basti pensare che la mostra inizia con acqua e fuoco e termina con l’acqua come se in visitatore potesse purificarsi nella ricerca bellezza assoluta, unica speranza di salvezza per “raggiungere la liberazione”.

Nato a New York nel 1951, Bill Viola è internazionalmente riconosciuto come uno dei più importanti artisti contemporanei. Esplorando spiritualità, esperienza e percezione Viola indaga l’umanità: persone, corpi, volti sono i protagonisti delle sue opere, caratterizzate da uno stile poetico e fortemente simbolico in cui l’uomo è chiamato a interagire con forze ed energie della natura come l’acqua e il fuoco, la luce e il buio, il ciclo della vita e quello della rinascita. 

“Sono davvero felice di recuperare le mie radici italiane e di avere l’occasione di ripagare il mio debito con la città di Firenze attraverso le mie opere – ha dichiarato l’artista – Dopo aver vissuto e lavorato a Firenze negli anni settanta, non avrei mai immaginato di avere l’onore di realizzare una così grande mostra in un’istituzione così importante come Palazzo Strozzi”. 

Deluge
Deluge

La mostra si snoda in un percorso espositivo tra Piano Nobile e Strozzina che esce da Palazzo Strozzi e invade la città e la Toscana facendo sì che l’esposizione continui in musei e luoghi del territorio dove saranno esposte opere dell’artista, esaltando il suo rapporto con la nostra storia. 

In occasione della rassegna Palazzo Strozzi ha infatti creato un’esclusiva collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze. Grazie a uno speciale biglietto congiunto sarà possibile visitare la mostra di Palazzo Strozzi insieme al Battistero di San Giovanni e al Museo dell’Opera del Duomo. Qui saranno eccezionalmente esposti i video Observance (2002) e Acceptance (2008): due celebri opere di Bill Viola dedicate ai temi del dolore e della sofferenza esaltando la riflessione sull’umanità e sul senso religioso nel mondo contemporaneo, che saranno messe in dialogo con due simboli del museo fiorentino come la Maddalena penitente di Donatello e la Pietà Bandini di Michelangelo,       

The Reflecting Pool
The Reflecting Pool

Bill Viola (1951) è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti artisti del nostro tempo. Pioniere della videoarte, nell’arco di una carriera di oltre quaranta anni Viola ha lavorato con un’ampia varietà di media, realizzando opere oggi esposte nei più importanti musei del mondo. Suoi temi di riferimento sono esperienze umane universali come la nascita, la morte, il disvelamento della coscienza, che egli elabora attraverso il confronto con fonti artistiche occidentali e orientali e il riferimento a tradizioni religiose come il buddhismo zen, il sufismo islamico e il misticismo cristiano. Viola ha rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 1995 e tra le sue principali mostre personali si segnalano: Bill Viola: A 25-Year Survey al Whitney Museum of American Art a New York nel 1997, The Passions presso il J. Paul Getty Museum di Los Angeles nel 2003, Hatsu-Yume (First Dream) al Mori Art Museum di Tokyo nel 2006, Bill Viola. Visioni interiori al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2008, Bill Viola presso il Grand Palais di Parigi nel 2014. Due grandi installazioni dell’artista, Martyrs (Earth, Air, Fire, Water) (2014) e Mary (2016), parte della collezione della Tate Gallery, sono in esposizione permanente presso la Cattedrale di St. Paul a Londra.   

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dal Bill Viola Studio con il sostegno di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana, ed è resa possibile grazie al contributo di Fondazione CR Firenze, al supporto di Banca CR Firenze/Intesa Sanpaolo e alla collaborazione con Fondation Etrillard.

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