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Prova di post con trasmissione live!

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IMGQuesta è una prova di embed di una tramissione live ora devo aggiungere altro testo.

Erano due gli scafisti sulla barca a vela battente bandiera statunitense che, partita dalla Turchia cinque giorni prima con un’ottantina di immigrati a bordo, si è schiantata sabato pomeriggio sulla scogliera della Mezzaluna, in località Carisciola di Santa Sabina, marina di Carovigno a nord di Brindisi. Uno, che brandiva coltelli per mantenere l’ordine, dovrebbe essere di etnia curda; l’altro probabilmente un europeo.
Sarebbe questa la situazione concordemente emersa nel corso degli interrogatori dei superstiti ora ospitati del Centro di assistenza richiedenti asilo di Restinco ( Brindisi), dove sono giunti 41 dei 43 naufraghi (2 sono in ospedale ad Ostuni), mentre tre giovani sono morti e non si sa quanti ancora siano gli immigrati da rintracciare. Il sospetto che tutti abbiano pagato per il viaggio ancora non si è trasformato in matematica certezza, ma tutto sembra portare verso questa conclusione.
Gli ospiti del centro di Restinco, intanto, non hanno saputo fornire indicazioni più dettagliate; nelle prossime ore vedranno anche le foto dei tre morti, uno dei quali, l’ultimo recuperato questa mattina, ha sembianze occidentali, rispetto agli altri protagonisti di questa tragedia, che sono tutti provenienti da Irak ed Iran, Afghanistan e Bangladesh, e potrebbe essere lui il secondo scafista di cui si è parlato. «Immagini indimenticabili», hanno invece detto ad un gruppo di cronisti Giuseppe Celino e Mario Antelmi, che abitano a pochi metri dal luogo dell’incidente e che ieri alle 17.30 hanno dato l’allarme ai Carabinieri di Carovigno.
Non riescono a descrivere con nitidezza le scene che si sono presentate davanti ai loro occhi; riferiscono di aver dato i primi soccorsi offrendo latte caldo ed indumenti, mentre più d’un superstite invitava a non «chiamare la Polizia», cercando di allontanarsi subito. Celino e Antelmi ricordano anche chi si era ferito alle gambe e chi piangeva: «tutti giovanissimi», concordano nel ricordare.


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