Home STARBENE / GUSTO L’Isola d’Elba ‘a tavola con il produttore’ all’Osteria Pratellino

L’Isola d’Elba ‘a tavola con il produttore’ all’Osteria Pratellino

15
0

I vini di Chiesina di Lacona, nell’Isola d’Elba, sono stati i protagonisti della serata di “a tavola con il produttore” abbinati ai piatti di ispirazione elbana presso l’Osteria Pratellino

È sempre un piacere partecipare alle serate di “A tavola con il produttore” organizzate da Milko Chilleri insieme a Francesco Carzoli all’Osteria Pratellino. I motivi sono molteplici. Innanzitutto è una serata informale e rilassante dove si parla di vino con il produttore, dei piatti abbinati creati dallo chef Matteo Caccavo insieme al patron Francesco, ma anche si ride e si scherza.

Il gioco è semplice: ad ogni serata vengono presentati i vini di un produttore a cui vengono abbinati dei piatti, solitamente di ispirazione territoriale. Ho partecipato alla serata dedicata ai vini dell’Isola d’Elba, prodotti Chiesina di Lacona, azienda vitivinicola giovane e guidata da Filippo Alampi, che durante la serata ha raccontato i “suoi” vini. L’azienda prende il nome dalla chiesa della Madonna della Neve che domina i vigneti di proprietà e si trova nella parte meridionale dell’isola, tra il Golfo Stella e il Golfo di Lacona, separati dal promontorio di Capo Stella. Qui il mare contribuisce a creare un microclima particolarmente favorevole alla viticoltura, caratterizzato da inverni miti, estati asciutte e dalla costante presenza dei venti. I terreni, sabbiosi e argillosi, ricchi di scheletro, garantiscono un equilibrio ideale tra drenaggio e riserva idrica.

La produzione vinicola è iniziata nel 2019. Prima le uve venivano conferite ad altri produttori mentre adesso circa il 60% viene imbottigliata con il marchio Chiesina di Lacona. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Filippo Alampi – è di arrivare al 100% dell’imbottigliamento delle nostre uve”. Una produzione piccola ma che è valsa la pena di conoscere.

In questo lavoro Filippo è affiancato dal padre agronomo, dall’enologo Saettini e da un gruppo di collaboratori qualificati, intraprendendo un percorso orientato alla qualità, trasferendo nel vino la stessa attenzione che ha reso affermata la sua attività olivicola nei pressi di Bagno a Ripoli. Filippo ci tiene a sottolineare che la produzione vinicola non è biologica, anche se viene fatta comunque molta attenzione, ma ha comunque dimostrato attenzione per il mondo green: la bottiglia è di vetro sottile, le etichette sono prodotte con cotone e il cartone del packaging e realizzato con cartone certificato e queste non sono piccolezze”

Greek Wine Day, a Firenze si potranno degustare i vini greci e ciprioti

Per l’aperitivo è stato servito Elba Vermentino Doc 2025, prodotto con Vermentino in purezza le cui uve sono state selezionale sia in vigna che in cantina. Dopo la fermentazione una parte delle uve macerano con le proprie bucce mentre altre fermentano in parte in acciaio e in parte in barrique di rovere francese. Al naso mostra note minerali, iodate e di erbe aromatiche e macchia mediterranea. Al gusto appare equilibrato dove la rotondità e viene bilanciata dalla freschezza e dalla sapidità mentre sul finale ritornano le note minerali. Buona persistenza. In abbinamento è stata degustata una gustosa palamita sott’olio, panzanella all’elbana e gurguglione, che ha assecondato l’acidità, la mineralità e la sapidità del vino.

A seguire con la piacevole sburrita di baccalà, zuppa tradizionale dell’Isola d’Elba, che i minatori della zona di Rio mangiavano a pranzo scaldata su un fornello, è stato degustato Elba Rosato Doc 2025, prodotto con un blend di uve di Aleatico e Sangiovese selezionate in vigna. Al naso il vino appare molto profumato con sentori di frutta, come la fragolina di bosco, di fiori, viola e glicine, note di iodio e macchia mediterranea. Al palato è rotondo, persistente, fresco, sapido, equilibrato con un finale leggermente amarognolo ma piacevole.

Non potevano mancare le tradizionali penne in barca, create da Elbano Benassi, cuoco e proprietario della storica trattoria “Da Elbano” a Portoferraio, un piatto di mare ricco, cremoso e molto apprezzato dai primi turisti e dai frequentatori del locale, ma anche dai presenti alla serata all’Osteria Pratellino. In abbinamento è stata servita Ansonica dell’Elba Doc 2025, uno dei vitigni più rappresentativi di quest’isola. Le uve vengono raccolte manualmente, poi pressate in modo soffice per restate un breve periodo sulle bucce. Infine sia la fermentazione che l’affinamento vengono svolti per una parte in acciaio e per l’altra in barriques. Il profumo è intenso di fiori e frutta gialla, macchia mediterranea, note iodate, minerali e leggermente affumicate. Al gusto il vino è morbido, rotondo, fresco, acido e non molto persistente, Un vino piacevole da bere anche insieme a questo primo piatto tipicamente elbano.

La serata è proseguita con un altro piatto classico della gastronomia dell’isola, l’ottimo cacciucco all’elbana, servito con Elba Rosso Doc 2024 prodotto con Sangiovese (circa 70%) e Syrah (30% circa). Quest’ultimo vitigno potrebbe apparire strano sulle colline elbane ma Filippo Alampi ci ha spiegato il motivo di questa scelta: “Volevo un rosso diverso dai soliti della zona, più morbido e vellutato, elegante ma che stesse bene con la cucina elbana e con certi tipi di pesce, magari cucinato con il pomodoro”.

Come il gustoso cacciucco, più elegante e e delicata di quello della costa toscana, se non livornese. Al naso mostra sentori di fiori e frutti rossi, ciliegia, piccoli frutti di bosco, bacche selvatiche e macchia mediterranea. Al palato è morbido ma scorrevole. Avvolgente, e persistente. Ottimo abbinamento!

La serata si è conclusa con un interessante abbinamento: Corollo marinese con crema all’anice, tipico ciambellone di Marciana Marina, accompagnato dal London Gin di Distilleria Toscana, azienda con sede a Calenzano che produce anche grappe, amari e altri distillati e liquori senza dimenticare anche la produzione di cioccolata e biscotti.

Prossimo appuntamento giovedì 12 novembre con una degustazione di Vernaccia di San Gimignano abbinate ai piatti dell’Osteria Pratellino dal titolo “Il carattere del tempo nella Vernaccia di San Gimignano”.

Le prenotazioni sono obbligatorie telefonando allo 055 0203832 oppure scrivendo a osteriapratellino@gmail.com. I soci delle associazioni e delle scuole per sommelier potranno usufruire di uno sconto del 10%.