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Pioli: “Sono state messe in dubbio le mie qualità professionali e umane. Montella in arrivo

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di Tommaso Giacomelli

Pioli: dimissioni e addio amaro alla sua Firenze

Alla fine le strade di Pioli e della Fiorentina si dividono, con le dimissioni del tecnico a seguito del comunicato della ACF Fiorentina, che rendono l’onore delle armi all’uomo Pioli, prima che al tecnico, in un periodo in cui è sempre più raro assistere ad una presa di posizione del genere, anche in campi ben più importanti del “pallone”. In ogni caso l’ormai ex tecnico dei Viola ha reagito con questo atto dopo il duro comunicato rilasciato la sera dell’8 aprile dalla società gigliata, in cui si auspicava un ritorno alla serietà e alla professionalità, caposaldo della prima parte di stagione ed elemento poi perso strada facendo nel cammino del torneo.

Pioli proprio riguardo a questi due aspetti evidenziati dalla lettera della società Viola ha voluto basare le motivazioni principali che lo hanno portato successivamente a prendere la decisione di dimettersi: “Mi sono sempre assunto le mie responsabilità in fatto di scelte, strategie, prestazioni, risultati. Ho sempre garantito nel mio lavoro professionalità, serietà, rispetto e massimo impegno con l’unico scopo di migliorare il patrimonio umano e tecnico che mi è stato messo a disposizione. A malincuore oggi mi vedo costretto a dover lasciare, dimettendomi, poiché sono state messe in discussione le mie capacità professionali e soprattutto umane“.

All’allenatore va riconosciuto il merito di aver gestito umanamente al meglio lo spogliatoio dopo la tragedia del 4 marzo 2018, dando ad una squadra scossa e sconvolta per la perdita del proprio Capitano una bussola e un motivo per il quale lottare. Sul piano tecnico sono però molteplici le lacune, ne sono un chiaro esempio i quindici pareggi collezionati nel corso di questo campionato, un’assenza completa di gioco, una lettura non sempre chiara della partita e una non valorizzazione del patrimonio tecnico della squadra, specialmente nei riguardi di alcuni giovani elementi che con lui non hanno quasi mai visto il campo.

Lascio un gruppo di ragazzi eccezionali, nonché una squadra che ha l’opportunità di conseguire qualcosa di eccezionale giocandosi una semifinale di Coppa Italia. Un grande grazie a Firenze e ai tifosi fiorentini; si è creato un legame speciale che porterò sempre con me, perché le avventure finiscono, ma le emozioni rimangono forti e presenti dentro tutti noi“.

Pioli dice addio alla sua Firenze che lo ha visto protagonista prima da calciatore e poi da allenatore. Un addio amaro, specialmente per lui, perché anche se il mondo oggi sembra capovolto e tanti sembrano aver cambiato idea, la sua testa è stata più volte chiesta da una grossa fetta della tifoseria per cercare di cambiare rotta in questo finale di stagione in cui sarebbe possibile ancora andare alla caccia di un trofeo che manca dal lontano 2001. Tra l’altro, corsi e ricorsi storici, proprio nella stagione 2000/2001 Mancini subentrò al dimissionario Terim, la Fiorentina arrivò nona in campionato, ma riuscì ad alzare la sua sesta ed ultima Coppa Italia della storia. Speriamo che tutto ciò sia di buon auspicio.

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