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Tares, la tassa che mette in crisi l’equilibrio finanziario dei gestori. Ma nessuno pensa ai contribuentidi Piero Campni

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di girolamoLa regione toscana domani, a pochi giorni dalle elezioni analizzerà il problema della nuova tassa che ancora di più metterà in crisi le finanze dei cittadini costretti ad un nuovo balzello. ma certamente nessuno tiene conto di questa problematica. L’unica cosa che interessa ai gestori, in gran parte emanazione dei partiti che governano è il mantenimento dello statu quo. nessuno parla di spending review o di abbattimento dei costi. La conclusione? Far pagare ancora i contribuenti. Per il resto si vedrà.  Il meccanismo di applicazione della Tares, il nuovo tributo locale che ha sostituito Tia e Tarsu per la copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani e di altri servizi locali, come polizia, illuminazione e strade, ”rischia di mettere in grave crisi l’equilibrio finanziario dei gestori”. La legge entrata in vigore il 1 febbraio, infatti, posticipa per i Comuni la prima rata del tributo da marzo a luglio con la conseguenza che essi non avranno la liquidita’ necessaria per pagare i contratti di servizio alle aziende, provocando una tensione finanziaria sui loro bilanci che gli esperti calcolano intorno a 400-420 milioni di euro nel 2013. ”Per evitare situazioni di crisi e di blocco del sistema bisogna tornare alla scadenza di marzo – ha detto oggi Alfredo De Girolamo (nella foto) , presidente di Confservizi Cispel Toscana, nel corso di una conferenza stampa tenuta alla vigilia di un incontro che avrà luogo domani in Regione Toscana con la partecipazione di tutti i soggetti interessati – considerando che ci sono le elezioni e la scadenza è imminente, proponiamo una soluzione, quella di mantenere per il 2013 il regime Tarsu e Tia del 2012,”.

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