Uritaxi parteciperà al Parlamentino del 27 ottobre a Firenze per chiedere sostegni economici, contrasto all’abusivismo e attuazione della legge 12/2019
Uritaxi, così come tutte le sigle che difendono il concetto di servizio pubblico a tutela di utenza e lavoro, non aderirà alla manifestazione nazionale contro il caro carburanti in programma lunedì 26 ottobre a Roma, davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una scelta precisa, che non nasce dalla volontà di minimizzare le difficoltà economiche della categoria, ma da una netta distanza rispetto alle organizzazioni promotrici e alle posizioni sostenute negli ultimi anni sul futuro del settore.
«Quella manifestazione è la sagra delle contraddizioni – dichiara Claudio Giudici, presidente nazionale di Uritaxi –. Tra le sigle promotrici ci sono coloro che hanno sposato quel fenomeno che la sociologia chiama “uberizzazione del lavoro”, coloro che lavorano per destrutturare il settore, anche attraverso l’impugnazione dei decreti attuativi della l.12/19. Noi a tutto questo siamo contrari da sempre perchè è quel processo che già sottrae reddito al lavoro, a cifre incomparabili rispetto all’aumento del carburante. Sono soggetti che chiedono tariffe libere o che già le applicano. Il caro carburante, dunque, possono ammortizzarlo scaricandone il costo sull’utente».
Il nodo, secondo Uritaxi, è proprio la differenza tra il servizio taxi, soggetto a tariffe stabilite dalle amministrazioni pubbliche, e quello di noleggio con conducente, che opera con prezzi concordati liberamente. Una distinzione che assume particolare rilevanza in una fase caratterizzata dal forte aumento dei costi di esercizio.
Per i tassisti, infatti, l’incremento del prezzo dei carburanti si aggiunge alle altre spese necessarie per garantire il servizio, senza la possibilità di adeguare autonomamente le tariffe. Una condizione che rende indispensabili misure di sostegno economico, ma che, secondo Uritaxi, non può essere affrontata separatamente dalle questioni che riguardano la regolamentazione e la concorrenza nel settore, che restano il vero problema. E proprio su questo, abbiamo distanze siderali dagli organizzatori di quella iniziativa.



