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Area metropolitanaLe città affondano grazie agli scoop creativi degli amministratori

admin
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Certo, i dibattiti sull’area metropolitana, sono più apparenza che sostanza. La Firenze amministrativa  qualche giorno fa ha anche scomodato il presidente della Repubblica per una breve apparizione che io avrei preferito, visto che era in Toscana, fosse stata fatta a Carrara, per il funerale del giovane carabiniere ucciso. Ma tant’è.

Torniamo all’area metropolitana. In questo caso alla realtà quasi nuova, anche se vecchia nei fatti, del mixage fiorentin-pratese. Il sindaco di Firenze ha un progetto per far passare la tramvia sotto il battistero di San Giovanni. A ognuno spettano gli incubi propri, ma non vedo perché questi incubi debbano diventare istituzionali e coinvolgere il patrimonio di una città. Non basta già l’Isis nel folle compito di uccidere il bello? Perché mettercisi anche noi? Aveva ragione la Fallaci quando si imbestialì perché i somali in protesta, con tenda in piazza san Giovanni, pisciavano alle mura del battistero, con beneplacito di tutti. Eccome se aveva ragione. Voglio sperare che in questa fase di tutti insieme appassionatamente, dove l’opposizione non esiste più né esiste più la piazza, si dica no, fermamente no, a un simile progetto, al quale  in mezzo mondo gli esperti di assetto del territorio si oppongono con validi motivi, alle trovate oniriche di amministratori in cerca di scoop creativi. In questi ultimi cinquant’anni  ci siamo già dati abbastanza da fare per imbruttire Firenze,  partendo dalle periferie sdotte mal progettate, congerie di insaccati di cemento senza vie di scorrimento – basti pensare a Novoli- per arrivare al centro, ridotto a una pattumiera di carte, cartoni pizze al taglio e bottiglie abbandonate, covo di indisturbati spacciatori. E nessuno pone mano al salvataggio.

La seconda cosa riguarda Prato, che sarà molto presto un quartiere periferico di Firenze. Quello probabilmente dove  riversare le piaghe del capoluogo. Ci voleva ‘Ventiquattrore-il Sole’, per stabilire che la città era fra le ultime nei pregi e fra le prime nei difetti: insicura, con un sindaco affatto apprezzato, e ci volevano le Iene a mostrare lo spaccio selvaggio e una prostituzione dilagante inseriti in una realtà degradata all’estremo limite?   Una città incapace di reagire a tutto questo, incapace a dire no con la forza necessaria. Dove le regole non esistono più perché nessuno le fa rispettare? O chi cerca di farlo si limita a ciò che può coi mezzi che ha? Come Polizia e Carabinieri dei quali il ministro degli interni, occupato a fare la sua politica personale agli ordini di Renzi, non sa in quali condizioni siano per quel che riguarda mezzi e uomini. Nè esistono parlamentari locali a ricordarglielo. Visto che Verdini e il suo gruppo stendono tappeti al presidente del consiglio, non potrebbero chiedergli come giusta ricompensa un’attenzione sulla città? No. Hanno altro da fare a mantenersi il posto a Roma. E la città affonda. La disoccupazione e una immigrazione selvaggia incontrollata fanno il resto. Le denunce dei cittadini non vengono ascoltate affatto, il furto è diventato una sorta di norma, l’effrazione un cosa comune, il borseggio una regola per sopravvivere, lo spaccio il trionfo di un nuovo mercato che ha preso il posto di quelli che una volta era quelli dell’alimentazione. Sconti per comitive: da dieci a sei euro una dose.

Va anche detto che l’amministrazione sta pensando di fare al posto dell’ospedale vecchio – vecchio sì ma che funzionava a dispetto del nuovo – un bel parco. Del quale obiettivamente si sentiva un gran bisogno ( E la Calvana? E il trascurato e distrutto Parco della Cascine di tavola?). Il parco infatti consente a puttane, spacciatori, scippatori, grassatori, di aggrupparsi e vivere beatamente mimetizzandosi fra le piante. Il problema della grandi città – da Torino a Roma – sono i parchi: si sta cercando di capire come poterli rendere sicuri e non ci si riesce. Ed ecco che Prato i guai se li va a cercare. Perchè la cosa più semplice, quando si deve avere un’idea, è tirar fuori la più stupida. Come distruggere un ospedale che funzionava e al suo posto fare un bosco.

Città tumultuanti, come  Capetown, Chicago, Cleveland, hanno ridotto i parchi, e nelle vecchie aree industriali abbandonate hanno creato zone di vita per giovani. Strutture, locali, negozi, attrezzature sportive  ben controllate, che hanno avuto un successo notevole. ‘C’era che voleva fare un parco al vecchio scalo, aveva poi detto il sindaco di Cleveland, ma abbiamo trovato la soluzione giusta’. Noi no. Noi inventiamo nuovi problemi da legare coi vecchi. Non dimentichiamo che l’amministrazione di sinistra guidata da Romagnoli discusse per quattro anni sulla necessità di togliere gli alberi in piazza Mercatale, distribuendoli uno in fila all’altro, come soldatini, lungo la piazza. Per eliminare spaccio, prostituzione, dormitori all’arto.

Bene dopo quattro anni passati a dire no agli alberi in centro, che portano malavita, oggi l’amministrazione crea la madre di tutte le puttanate, il sogno di ogni malavitoso: un cespuglione nel cuore della città. E poi ci si lamenta perché vengono le Iene.  E poi ci si lamenta perché Pistoia  è capitale della cultura in Italia, e il Metastasio non è diventato Teatro Nazionale. Nessuno, né nel primo né nel secondo caso, ha presentato la domanda perché non avevano i requisiti nel primo caso ( cultura a Prato? E dove?), e per non disturbare Firenze, nel secondo. Altro che città metropolitana, città appaltata ad altri, la chiamerei.

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