Home VETRINA Tartufo bianco delle colline sanminiatesi, tutto pronto

Tartufo bianco delle colline sanminiatesi, tutto pronto

11
0

 Torna con la 55esima edizione la Mostra Mercato del tartufo bianco delle colline sanminiatesi, tre fine settimana dedicati al gusto, alla cultura e alle eccellenze del territorio. Si comincia sabato 14 e domenica 15 e si prosegue il 21-22 e il 28-29 novembre.

“Questa manifestazione promuove un prodotto che è fortemente identitario nel territorio delle colline sanminiatesi – dice Stefania Saccardi –, un prodotto straordinario, di grande qualità, che naturalmente sta subendo i problemi legati al cambiamento climatico”. Resta in primo piano, aggiunge, “la qualità straordinaria del tartufo bianco, che fa di San Miniato la ‘capitale’ toscana, insieme all’area senese di San Giovanni d’Asso e Montalcino. Mi auguro che anche questa edizione abbia successo e che si possano trovare tartufi bianchi di alta qualità. mi dicono che la situazione sta migliorando, stiamo parlando di un elemento di ricchezza del territorio”, conclude la presidente del Consiglio regionale.

 La 55esima Mostra si presenta con un’immagine completamente rinnovata e nuovi allestimenti, anche in considerazione dei lavori che stanno interessando Corso Garibaldi e Piazza del Duomo. All’interno della manifestazione sarà inoltre previsto uno spazio dedicato ai Comuni delle Colline Sanminiatesi, rafforzando ulteriormente il legame tra la Mostra e il territorio, a conclusione del consueto programma di avvicinamento alla Mostra mercato, con quattro appuntamenti tra ottobre e novembre nelle frazioni di Corazzano, Balconevisi, Ponte a Egola e La Serra.

 “Per tre fine settimana San Miniato tornerà a essere la capitale nazionale del tartufo – dice Antonio Mazzeo –. La presenza all’inaugurazione, insieme al presidente Giani, del presidente del Piemonte Cirio e del sindaco di Alba è un bel segnale: territori conosciuti nel mondo per la loro qualità possono lavorare insieme per rafforzare il valore delle proprie produzioni. Il tartufo bianco – aggiunge il vicepresidente del Consiglio regionale – racconta una Toscana che deve molto alla salute dei suoi boschi, alla cura del paesaggio e a conoscenze tramandate tra generazioni. Proteggere questo patrimonio significa proteggere anche un’economia e le persone che la fanno vivere.”.

Lo chef Alessandro Borghese e Licia Colò saranno tra i protagonisti di questa edizione. Borghese interverrà nel primo fine settimana con un cooking show dedicato al Tartufo

Bianco e alle eccellenze delle Colline Sanminiatesi. Visiterà gli spazi della Mostra

Mercato, incontrerà i tartufai, dialogherà con i produttori e scoprirà da vicino le storie, le tradizioni e la cultura che fanno delle Colline Sanminiatesi uno dei territori di riferimento per il tartufo a livello internazionale. Sarà un’occasione per raccontare al grande pubblico il valore di una filiera fatta di competenze, passione e profondo rispetto per l’ambiente, contribuendo a far conoscere l’identità delle Colline Sanminiatesi attraverso il linguaggio universale della cucina.

Licia Colò guiderà nel secondo fine settimana il convegno sul futuro del tartufo e gli effetti dei cambiamenti climatici insieme al documentarista Luca Bracali, fotografo, documentarista, regista RAI, esploratore e divulgatore ambientale, autore di reportage.

La 55esima Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Colline Sanminiatesi compie così un nuovo passo nel proprio percorso di crescita e di affermazione nel panorama nazionale. “Ci sono molte novità, sotto tutti gli aspetti – dice Azzurra Gronchi –, la mostra cambia completamente faccia. Mai come quest’anno la mostra rispecchia ben trenta comuni a vocazione tartufigena. Sarà un’edizione ricca di tantissime sorprese”.

“Siamo arrivati alla 55esima edizione, la mostra è di livello nazionale, il lavoro che stiamo facendo è per farla sviluppare anche all’estero”, dice il sindaco di San Miniato. “Turismo esperienziale, caccia al tartufo, degustazione in loco: tutto questo rappresenta un veicolo molto importante per il turismo e la promozione. Il tartufo diventa un prodotto per conoscere e gustare il territorio”, conclude Simone Giglioli.