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Consorzi di bonifica. Elezioni con lo 0,33% di votanti. Al comando con il voto di qualche amico e parenti. Il fallimento di Rossi e Fratoni sul tema

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Fra le tante cose misteriose e strane della nostra bella Toscana ce n’è una più misteriosa e strana di ogni altra: i consorzi di bonifica che si occupano di fiumi e annessi. Ogni tanto ne salta fuori uno, o arrivano solleciti di pagamento a persone decedute da una decina d’anni. Solleciti con il medesimo tenore arrivano ovviamente anche ai vivi, dove, come mi scrivono alcuni lettori, si intima il pagamento arretrato corredato da possibili sequestri di beni personali dell’inadempiente, che si ritrova a dover pagare per vari consorzi di bonifica dell’Arno, del Bisenzio e dell’Ombrone.  Una tassa fra mille altre che gli italiani pagano e non sanno prima di tutto il perché, né hanno quasi sempre nessuna contezza di cosa rappresentino. E’ un vezzo tutto nostro quello di farti pagare per qualcosa senza che mai nessuno, al di là delle dichiarazioni di trasparenze che si sprecano, si risolva a raccontare qualcosa di più sul progetto. Che si è fatto per l’Arno, cosa per il Bisenzio e l’Ombrone? Dove si possono avere queste informazioni? E allora uno si pone il problema della sottomissione classica degli italiani: pagare senza sapere perché. E senza neppure sapere come informarsi, mai nessuno, infatti, che scriva una lettera che faccia il rendiconto dei lavori, considerato che se ne scrivono tante di sollecito per il pagamento.

Il tutto dipende dall’assessorato regionale per l’Ambiente che avrebbe il compito di essere più esplicativo, ma non basta, ci sono cariche specifiche in seno a questo consorzi, cariche che vengono rinnovate o meglio confermate di volta in volta da elettori che si contano sulle dita di due mani. Mi ha meravigliato molto che il presidente dell’ associazione di tutti i consorzi toscani  Marco Bottino, sia stato riconfermato recentemente con una partecipazione di votanti dello 0.33 %. Un record. Bravissimo ad andare davanti alle telecamere. A comunicare le imprese, prima fra tutte quelle del Mugnone, del Bisenzio e di altre. I cittadini tassati da questo balzello facoltativo ma obbligatorio come si legge nell’opuscolo hanno capito tutto al primo rinnovo delle cariche. L’esempio della politica dove in alcuni casi non si raggiunge il 50% di votanti. I consorzi ne sono l’esempio

Penso che la prossima volta arriveranno ingiunzioni di voto pena punizioni severe per chi non parteciperà.  Ora sarebbe interessante sapere com’è che si informano i cittadini toscani sull’attività di questi enti, dove si possono raccogliere notizie, come si può leggere un bilancio dei medesimi e prendere atto dei lavori svolti e come si possa convalidare una carica di presidenza di un ente di si vasta portata, con un pugno di voti appena. Percarità tutto questo verrà certo comunicato, ma da una sorta di controllo telefonico a campione, nessuno, mai, ha ricevuto notizie di questo tipo. Noi siamo disposti a pubblicarle, con notizie, indirizzi, telefoni, atti a informare i cittadini in maniera completa e non tramite di trafiletti dove al massino si ricorda la scadenza dei pagamenti.

DULCIS IN FONDO Chi abita alla confluenza di fiumi e affluenti si sono visto arrivare più di una cartella. 

 

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