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Riccardo Azzurri si racconta attraverso le canzoni del suo nuovo cd ‘Canto popolare’

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Riccardo Azzurri torna finalmente alla ribalta della scena musicale con un nuovo cd – Canto Popolare – che verrà presentato al pubblico dallo stesso autore insieme al giornalista Fabrizio Borghini il prossimo 4 luglio alle ore 18,30 presso la Libreria Libraccio in Via De Cerretani 13/ a Firenze.

Riccardo Azzurri è uno dei cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana ma soprattutto è una bellissima persona che da tanti anni ormai si divide fra il bel canto e la sua attività dedicata al sociale, in particolare gli anziani e la disabilità.

Riccardo Azzurri ha respirato musica fin da bambino grazie a sua mamma, originaria della provincia di Avellino, che suonava il mandolino e a suo nonno che suonava la fisarmonica. La musica ce l‘aveva nel sangue ed era forse inevitabile che anche lui iniziasse un percorso musicale con il gruppo degli Extra insieme ad un altro grande musicista e compositore fiorentino Walter Savelli. La band è talmente brava che nel 1978 accompagna Claudio Baglioni durante il suo tour. Nel 1981 esce il suo primo singolo da solista Comunque io – per la CBS che lo porta l’anno successivo ad Un disco per l’estate con Mi sto innamorando ancora. Nel 1983 partecipa a Sanremo con la canzone Amare te che si classifica al quindicesimo posto ma ottenendo un buon esito commerciale e radiofonico.

Nel 1989 pubblica un album per la Fonit Cetra da cui viene tratto il 45 giri Mi mancherai e negli anni ’90 esce il cd antologico Il meglio di Riccardo Azzurri. Da allora sono tante le canzoni che il cantante fiorentino ha scritto e cantato come solista oppure duettando con altri cantanti. Nel 2014, ad esempio, lui e Aleandro Baldi realizzano un brano dedicato alla loro città – Firenze madre – che ha avuto un grande successo soprattutto sui canali social.

Riccardo Azzurri è un cantante che, nonostante sia amato e apprezzato dal pubblico, meriterebbe ancora più successo di quello che ha avuto. Ma essendo una persona corretta, per bene e di sani principi, non si è mai piegato alle logiche di sistema forse pagando (lo diciamo noi del La Gazzetta di Firenze) un prezzo un po’ alto visto la sia bravura di musicista e di autore.

“Se mi guardo indietro e penso a come sono oggi – racconta Riccardo Azzurri – mi vedo certamente cresciuto pur rimanendo lo stesso di qualche anno fa. Per me il bicchiere è sempre mezzo pieno e accetto quello che la vita mi offre nel bene e nel male anche rimanendoci male per cose per cui a questa età avrei dovuto imparare a farmi scivolare dalle spalle. Ma se lo facessi –  prosegue – ucciderei il bambino che è in me e questo non lo posso fare . Invece Sono felice così e vado a letto sereno”.

Don Backy e Riccardo Azzurri

Il nuovo cd Canto popolare è composto da dieci canzoni che mostrano la professionalità ma anche la grande sensibilità del cantante. Fra tutte Araba fenice scritta per un grande artista, Don Backy, che ha duettato con Riccardo Azzurri.

“Avevo già conosciuto Don Backy tempo fa e andai a Candeglia, vicino a Pistoia, dove il cantante si esibiva – racconta Riccardo Azzurri –  e gli chiesi se gli sarebbe piaciuto cantare una mia canzone. Mi rispose di fargliela ascoltare in modo da giudicare se fosse stato in grado di cantargliela. Rimasi colpito perché lui, che ha scritto l’Immensità e Sognando, cantata da Mina, si dimostrò una persona di grande umiltà. Avere la stima di un grande cantante come Don Backy è per me una cosa stupenda”.

A sua volta Don Backy ha regalato a Riccardo Azzurri un suo brano: Vi lascerò. “Una canzone che, seppur non sia stata scritta per me, sento talmente mia – spiega il cantante fiorentino – da aver pianto tutte le volte che provavo a registrarla. Ḕ stato un bellissimo regalo e lo ringrazio per questo”.

La canzone che dà il tItolo all’album è Canto popolare, una bellissima storia d’amore di altri tempi. Ḕ lo stesso Azzurri a raccontare com’è nata: “Ḕ la storia d’amore fra due giovani, Bianco e Vasco (nomi di fantasia) nata durante la seconda guerra mondiale. Ho conosciuto Bianca nella RSA della Fondazione Turati, dove la signora viveva e dove io faccio musicoterapia con gli anziani della struttura. Era una persona dolcissima che mi raccontò la storia del suo unico, grande amore. Nel 1944 i due ragazzi si giurarono eterno amore scambiandosi un anellino che lei portava ancora insieme a quello di Vasco.  Il fidanzato decise poi unirsi ai partigiani per combattere i nemici nonostante che Bianca lo pregasse di non andare. Lui partì e purtroppo non tornò più. La cosa che mi ha colpito e emozionato – continua – è stata la serenità che mostrava durante il racconto. Ho capito che Bianca aveva conosciuto l’amore vero e aveva deciso di chiudere dentro di sé questo grande sentimento non volendo più avere altre storie d’amore. Lei se n’è andata e mi dispiace perché non ho potuta cantarle questa canzone dedicata a lei e al suo amore”.

E che dire di Mondo Pazzo, dedicata questo momento politico particolare oppure Sacchi vuoti che dedicata ai clochard? Canzoni bellissime e profonde che mostrano la sensibilità d’animo di questo grande artista che scrive e lavora nella sua casa di Borselli in mezzo al bosco e alla natura che ama moltissimo. Le canzoni del nuovo album sono caricabili da tutti gli store digitali, ma se si vuole il cd è possibile contattare il cantante scrivendo alla sua mail riccardoazzurri@gmail.com.

La sua grande sensibilità Riccardo Azzurri anche la dimostra ogni giorno impegnandosi nel sociale con la sua attività di musicoterapia con gli anziani. “Era il 1999 e a quell’epoca suonavo nei pub – racconta – Accettai di andare a suonare ad una festa per i dipendenti di una RSA. Quella sera il proprietario mi chiese se volevo andare un pomeriggio per fare compagnia agli anziani. Rimasi stupito da quella richiesta ma risposi ‘provo’. Da allora non ho più smesso e tutti i giorni vado a trovare i miei amici a Villa Gisella”.

Non meno importante la sua attività con I Ragazzi del Sipario, la cooperativa sociale, presieduta da Marco Martelli, che offre strumenti e occasioni di crescita a ragazzi fragili, ma che se sostenuti, stimolati e valorizzati sono in grado di mostrare un potenziale che altrimenti sarebbe rimasto sopito.

“Marco Martelli mi chiese se volevo collaborare con i suoi ragazzi – spiega Riccardo Azzurri – Accettai anche perché mio figlio Mattia, che adoro, ha alcuni problemi e pensai che tra i ragazzi del Sipario avrebbe potuto stare bene e sentirsi accettato. La diversità fa paura finché non la si conosce. Mattia non ha una patologia importante ma ha i suoi problemi. Mi trovai insieme a questi ragazzi e con loro ho fatto un percorso molo bello. Ci divertiamo insieme tanto da fare una bellissima pazzia nel 2011 e presentarci alle preselezioni di Sanremo. Io dico sempre che sono il loro compagno di avventura musicale ma non il loro insegnante di canto – conclude -Non sono San Francesco, anzi ho tanti difetti, ma gli anziani e la disabilità mi hanno aperto un mondo con il quale convivo benissimo e che mi fa soprattutto stare bene”.

Riccardo Azzurri e Aleandro Baldi

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