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Indagini Open Leopolda, Renzi contesta la decisione della procura fiorentina

Lorenzo Ottanelli
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È un po’ la solita ironia della sorte. Forse, è un po’ anche il già visto che diverte, anche se la notizia dovrebbe far arrabbiare. Boschi, Lotti e Renzi indagati non sono una notizia, per chi segue le vicende politiche. Ci rendiamo conto che è venuta l’ora che si capisca davvero cosa è avvenuto in Open, la Fondazione che doveva aiutare il fiorentino Matteo nelle corse elettorali e nell’allestimento di ogni edizione della Leopolda. Bisogna dire una cosa: il problema non è solo nella Fondazione del senatore di Scandicci, è il problema di tutte le fondazioni, che possono ottenere elargizioni poco chiare. Non è una critica, ma un dato di fatto: ciò è dovuto dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Fin qui niente di divertente, direte. In effetti, ciò che fa sorridere sono le varie interviste e dirette Facebook che seguono la notizia. Renzi dice alla terza Assemblea nazionale di Italia Viva, più un comizio del leader che un’Assemblea vera e propria, che il movimento era partito benissimo ma la magistratura ci mette lo zampino, mannaggia! E così questo spiega perché alle regionali in Toscana il ragazzo di Rignano racimola meno voti del previsto. Ribadisce, c’è un precedente in tutto questo teatrino (Berlusconi), che l’indagine è dovuto a qualche Pm che preferisce il palcoscenico mediatico alla vera giustizia e che tutti i dati sono alla luce del sole. Renzi, poi, cita la sentenza della Cassazione, sentenza che dichiara illegittimo il sequestro preventivo dei dati finanziari di Open. Tuttavia, quello che la Cassazione non cassa (scusate il gioco di parole) è l’accusa e l’indagine nella sua interezza.

Insomma, la storia è sempre la stessa – il povero leader politico che se la prende con la magistratura , che non è più la magistratura di sinistra tanto cara a Berlusconi, ma è quasi la magistratura di destra che racconta le indagini al quotidiano La Verità. Può darsi che Renzi e i suoi compari siano estranei ai fatti, può darsi che non esistano fatti, può darsi che sia davvero il gioco di alcuni Pm a cui Renzi non sta simpatico. Ma sentirsi dire ogni volta che la colpa è della magistratura che cerca in ogni modo di mettere un freno alla politica e al consenso elettorale è un cliché già fin troppo abusato. Facciamone a meno, che è meglio.

Di Lorenzo Ottanelli

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