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Covid Italia, più di 1 milione di contagi in 7 giorni: bollettino fa discutere

Adnkronos
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Con l’ondata di variante Omicron in corso, sono oltre un milione i nuovi contagi da covid in Italia in soli 7 giorni. A diffondere il dato record – nel giorno in cui il bollettino ha segnato altri 196.224 casi e 313 morti – è stata ieri l’Organizzazione mondiale della sanità nel suo ultimo aggiornamento settimanale sulla situazione pandemica globale. La penisola è il quarto Paese per contagi settimanali nel report con 1,01 milioni di contagi, in aumento del 57% (poco sopra la media globale del +55%) rispetto alla settimana precedente. Sopra il Belpaese solo Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Dietro, al quinto posto, l’India. E mentre i dati spaventano, c’è chi lancia la proposta: basta bollettino quotidiano. A farlo è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite ieri di Adnkronos Live, parlando del report giornaliero sui contagi da coronavirus. Una proposta che nel corso della giornata ha fatto discutere, scatenando reazioni differenti tra scienziati ed esperti. 

“E’ opportuno arrivare a un bollettino anche con un approfondimento dei dati”, ha spiegato Costa, sottolineando come bisognerebbe “dire con chiarezza quanti sono i positivi vaccinati, quanti i non vaccinati e quante dosi hanno ricevuto”. “Così – ha spiegato – si fa operazione di trasparenza, penso che ci siano le condizioni per arrivare a due bollettini Covid a settimana”. 

“In questa fase ancora espansiva dell’epidemia, eliminare il bollettino quotidiano sarebbe un segnale di liberi tutti mentre la comunicazione quotidiana ha l’effetto di ricordare la situazione in cui siamo”, commenta all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. Basta con il bollettino dei contagi tutti i giorni? “Quando uno va in autostrada, guarda il contachilometri per vedere a che velocità va…qui abbiamo un cruscotto della pandemia, uno degli indicatori è il numero dei casi, l’incidenza, l’Rt, il numero delle persone che vanno negli ospedali”, dice quindi Andrea Crisanti, docente di microbiologia all’Università di Padova, a Non è l’arena su La7. “E’ sbagliato non controllare i dati”, insiste. Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, ospite di ‘Porta a Porta si dice invece “favorevole ad una comunicazione settimanale o più istituzionale e forse anche più diluita” dei dati sull’emergenza Covid. “È come rompere il termometro quando abbiamo la febbre. Il monitoraggio dei contagi giornaliero è una guida” per Lucia Bisceglia, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia Aie.
 

Intanto, mentre in Italia si discute di dati e bollettini quotidiani, l’Oms lancia un nuovo monito sulla variante Omicron. La nuova mutazione del covid provoca infatti “una malattia meno grave rispetto a Delta, ma rimane un virus pericoloso in particolare per coloro che non sono vaccinati”. A ricordarlo è stato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in conferenza stampa a Ginevra. Per Ghebreyesus, “imparare a convivere con questo virus non significa che possiamo, o dobbiamo, accettare quasi 50mila decessi a settimana”, ha aggiunto parlando alla stampa all’indomani della stima resa pubblica dall’Oms Europa: oltre il 50% della popolazione della Regione europea “sarà contagiata” dalla nuova variante “nelle prossime 6-8 settimane”.