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Guerra in Ucraina. I corridoi umanitari. Giorno tredici

Lorenzo Ottanelli
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Un mezzo ucraino eliminato dai russi

Giorno tredici della guerra in Ucraina. I colloqui di ieri non hanno dato nessun nuovo risultato. L’unico punto in comune è stato un avanzamento sui corridoi umanitari. Da Sumy stanno partendo migliaia di persone, lasciando la città che è stata bombardata stanotte, in cui hanno perso la vita diversi civili.

Intanto Mosca valuta l’interruzione della fornitura di gas all’Europa tramite il Nord stream, dopo il fallimento e il blocco del progetto Nord Stream 2 e le sanzioni comminate dall’occidente alla Russia.

GUERRA IN UCRAINA – GIORNO 13 – DIRETTA

11:55 – Shell non comprerà più petrolio russo

11:45 – L’Unhcr denuncia: “Oltre 2 milioni di profughi in meno di due settimane”

GUERRA IN UCRAINA – GIORNO 12

11:50 – La Russia potrebbe uscire dall’Internet mondiale. Stilata la lista dei paesi che hanno commesso atti ostili contro Mosca

Secondo alcune indiscrezioni la Russia potrebbe decidere di uscire dai server mondiali di internet e dare solo l’accesso a RuNet, la rete russa. Ciò vorrebbe dire non poter più ricevere informazioni esterne, una specie di autarchia informatica.

Il governo della Federazione Russa ha approvato l’elenco di Stati che hanno commesso azioni ostili contro la Russia. L’elenco comprende gli stati membri dell’Unione Europea, Australia, Albania, Andorra, Gran Bretagna, Islanda, Canada, Liechtenstein, Micronesia, Monaco, Nuova Zelanda, Norvegia, Repubblica di Corea, San Marino, Macedonia del Nord, Singapore, USA, Taiwan, Ucraina, Montenegro, Svizzera e Giappone.

I negoziati per l’Ucraina e la Cina

Gli altri due appuntamenti non sono andati a buon fine. Putin chiede una resa incondizionata dell’Ucraina, la destituzione del governo e delle autorità al potere, il riconoscimento della Crimea, di Donetsk e Lugansk come repubbliche autonome che possono essere inglobate all’interno della Federazione Russa. Il fatto è inaccettabile per gli ucraini, che vogliono il ritiro immediato delle truppe di Mosca.

La Cina vorrebbe che la guerra si risolvesse velocemente in un patto di pace e si proclama possibile mediatrice tra le parti. La Russia ha come (quasi) unico alleato in campo proprio la Cina. I due paesi, infatti, sono legati dall’antiamericanismo. Allo stesso tempo, però, il governo di Pechino ha buoni rapporti con l’Ucraina, un paese che viene considerato crocevia fondamentale per la nuova via della seta.

Anche oggi sono stati indetti dei cessate il fuoco per evacuare le città. Alle 10, infatti, è scattata la tregua per far evacuare i civili. Tuttavia, le autorità ucraine così come i civili si fidano poco di questi pronunciamenti. Negli scorsi giorni le tregue sono state violate e alcuni civili hanno perso la vita mentre scappavano.

Le richieste di non colpire i civili, continuamente avanzate da Kiev, Macron e tutto il mondo occidentale, sono state ascoltate e accettate solo a parole. Le truppe di Mosca continuano a bombardare i condomini.

Il gas e le borse

Intanto, il gas ha toccato il massimo storico. 300 euro a Megawattora. La benzina supera i 2 euro anche per il self service e tenere a bada i costi diventa impossibile. Alcuni paesi stanno tornando al carbone per poter sopperire alle problematiche legate al gas, rendendo vano quanto fatto finora per il passaggio ad un’energia più sostenibile per il pianeta.

La Germania si è schierata contro l’embargo al gas e al petrolio russo. Questo perché Germania e Italia sono i due paesi che necessitano maggiormente dell’approvvigionamento esterno. Intanto, l’Ucraina ha vietato l’esportazione di alcuni prodotti alimentari: carne, segale, avena e grano saraceno. Rimangono ancora esportabili grano e mais, se dovessero essere bloccati il prezzo di queste materie prime salirebbe alle stelle. L’Ucraina e la Russia, infatti, sono importanti esportatori di grano nel mondo e in Europa.

Le borse europee sono in calo. Piazza Affari segna un meno tre percento adesso, ma stamani ha toccato il meno 6%.