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Guerra in Ucraina. Zelensky: Pronto a parlare con Putin. Giorno sedici

Lorenzo Ottanelli
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Giorno sedici di guerra. L’Ucraina è sotto attacco russo da più di due settimane e dopo i continui bombardamenti, che si sono inaspriti a Mariupol nella giornata di ieri, ora si teme per la capitale. Il contingente russo lungo 60 km è stato duramente colpito dai missili ucraini e ora si è disperso. Tuttavia, si teme che questo spostamento sia dovuto a una tattica militare di accerchiamento di Kiev, per tentare di compiere un’azione limitata nel tempo ed espugnarla nel più breve possibile.

11/03/2022 – GIORNO SEDICI DI GUERRA IN UCRAINA

Da Mosca fanno sapere che gruppi di volontari partiranno dalla Siria e da altri paesi per aiutare l’esercito russo a combattere in Ucraina. Da Kiev temono che possa accadere “uno scenario siriano”, ovvero l’impiego di armi chimiche.

Intanto continuano i bombardamenti a sud, a Dnipro, ma anche agli aeroporti nell’ovest, vicino al confine con la Polonia, a Lutsk, e a Ivano-Frankivsk, vicino a Leopoli.

Nelle ultime ore il governo ucraino ha attivato 12 corridoi umanitari per evacuare le persone rimaste negli scenari di guerra: tutte le città nella parte sud del paese. Intanto, secondo le stime del ministero della difesa ucraino, i civili uccisi sono più dei militari.

In Turchia il segretario generale della Nato, Stoltenberg, è a colloquio con Erdogan per la situazione in Ucraina. Ieri, infatti, ad Antalya si sono svolti i primi colloqui tra i ministri degli esteri delle controparti, che, però, non sono convenuti a un accordo.

La Russia sta annunciando la revoca dello status Russia dal Wto. E chiede che gli Stati uniti blocchino le azioni sovversive di Facebook/Meta. Il social network, infatti, avrebbe intenzione di eliminare la propria politica di divieto di incitamento all’odio per alcuni paesi prossimi alla Russia.

La Cina si dichiara molto preoccupata per il conflitto armato.

10/03/2022 – GIORNO QUINDICI DI GUERRA

Tra gli obiettivi c’era anche un ospedale pediatrico, colpito nel pomeriggio di ieri. Il sito era attivo e sono stati sfollati sanitari, degenti e neomamme. La propaganda russa parlava di una base del battaglione Azov, un gruppo terrorista nazionalista ucraino e di un luogo non più attivo, ma le immagini dimostrano il contrario.

Intanto, anche a Kiev continuano i bombardamenti. A niente è valso il tentativo di un colloquio negoziale di pace che si è tenuto in Turchia, ad Antalya, tra i ministri delle controparti: Kuleba, ucraino, e Lavrov, russo. Era presente anche il direttore dell’Agenzia per l’energia atomica (Aiea). Macron, presidente della Francia e presidente di turno del Consiglio Europeo, definisce la situazione complicata e dice di sentirsi fortemente preoccupato per il proseguimento degli scontri.

Anche i corridoi umanitari sono stati colpiti. Una bomba ha bloccato lo sfollamento della città più colpita di oggi, Mariupol, e ora si teme per la carenza di cibo. Da inizio conflitto sono 7 i bambini morti accertati. Mosca ha attivato corridoi umanitari dall’Ucraina verso la Russia. Mentre si fa sempre più difficile per i cittadini russi uscire dal paese. Secondo una stima di Save the Children sono 2,3 milioni i profughi ucraini, di questi un milione sono bambini.

La Russia blocca l’esportazione di cereali (segale, farina, frumento, orzo e mais) e zucchero verso la comunità euroasiatica. Questo per preservare il mercato interno, dicono da Mosca.

Nelle ultime ore la Cia e altre Intelligence denunciano la possibilità dell’utilizzo da parte delle milizie russe di armi chimiche. Anche il diretto dell’agenzia americana, William Burns, nell’ultima audizione al Senato Usa ha detto che il rischio è elevato: armi chimiche sono state usate in Siria e nella stessa Russia contro gli stessi cittadini della Federazione.

Domani è previsto un incontro tra Putin e Lukashenko, presidente della Bielorussia, a Mosca. Intanto, la Cia riporta la notizia che Xi Jinping non sarebbe stato avvertito dai suoi agenti segreti che Putin avrebbe iniziato l’offensiva per l’invasione dell’Ucraina. Il presidente cinese sarebbe preoccupato per il commercio mondiale, ora che il suo paese ha subito un forte rallentamento della crescita. Per questo chiederebbe a gran voce il via a veri negoziati di pace che comportino un repentino cambio di passo verso la pace.

Anche l’Italia è colpita indirettamente. Le sanzioni hanno effetti boomerang e il costo del gas e del petrolio è schizzato a livelli mai visti. I carburanti superano i 2 euro al litro, mentre le bollette iniziano ad essere insostenibili per le aziende. Si teme anche per il costo delle materie prime: alimenti e farine. Ucraina e Russia occupano rispettivamente il primo e il terzo posto dei paesi esportatori di cereali.