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Stadio, alla conferenza niente di concreto ma tanta filosofia. Sul piatto i 150 milioni con la ricerca di tanti altri. L’opera di Nervi nascosta sotto il cappello

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di Piero Campani

Stiamo formalizzando, nell’ambito del fondo del ministero dell’Interno per i Piani integrati metropolitani, la candidatura della riqualificazione e rigenerazione dello stadio e dell’area di Campo di Marte come progetto da finanziare per un valore di 55 milioni di euro che potrebbero quindi andare a sommarsi ai 95 milioni di euro già riconosciuti dal ministero dei Beni culturali, per un totale di 150 milioni di euro. Dal punto di vista delle infrastrutture, la linea della tramvia è finanziata con fondi del ministero per 250 milioni di euro, più circa 30 milioni di euro per la realizzazione del parcheggio da 3mila posti e altri fondi per arrivare all’investimento totale.

Dopo l’intervento del sindaco siamo passati alle dichiarazioni dei progettisti , degli assessori interessati. In questi interventi si è notato a tutti i livelli molta filosofia sull’intervento sui temi che ormai troviamo ad ogni presentazione: Verde, recupero dell’acqua piovana, energia rinnovabile, spazi liberi per la città.

Niente di concreto rispetto a quanto detto nel salone dei Cinquecento al momento della scelta del progetto.

A questo punto non rimane che aspettare i documenti tecnici per capire come sarà l’intervento.

“Il progetto per la trasformazione dello Stadio Franchi rappresenta una straordinaria opportunità, un modello di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico italiano – ha detto il capo progettista David Hirsch, responsabile Architettura Arup -. La grande sfida è stata quella di confrontarsi con l’opera iconica di Pier Luigi Nervi e trovare un segno che ne rispettasse l’immagine proiettandola in un futuro armonico, moderno e sostenibile”.

Sulla carta un discorso che non fa una piega, ma solo con la visione dei documenti si capirà meglio perché dal rendering l’opera di Nervi è stata nascosta sotto un cappello togliendo respiro all’intervento dell’architetto. Per non parlare delle scale a chiocciola che si evidenziavano da lontano. Adesso bisogna portarsi sotto le scale per avere la visione dell’opera di Nervi.