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Un patto per l’Arno: sono partiti gli incontri formativi

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Si è svolto nei giorni scorsi il primo di una serie d’incontri formativi nell’ambito di “Un patto per l’Arno”, il Contratto di Fiume che abbraccia l’intera asta fluviale del corso d’acqua toscano. Un webinar per approfondire l’approccio metodologico, le tecniche e i casi studio in materia di Contratti di Fiume nei tre tratti che compongono il Patto che è stato siglato dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale, insieme ad Anbi ToscanaAnci Toscana, aiConsorzi di Bonifica 2 Alto Valdarno, 3 Medio Valdarno e 4 Basso Valdarno e ai 49 Comuni (tutti i rivieraschi più alcuni limitrofi al fiume).

Un ‘contratto dei contratti’ nato con l’obbiettivo di raccogliere e valorizzare le iniziative green attorno all’Arno. Per questo si è voluto dare avvio a un programma di coordinamento in area vasta (Distretto Idrografico), riconosciuto tra tutti gli organismi e soggetti coinvolti, che integri e connetta tra di loro le istanze provenienti dai singoli tratti fluviali.

«Con questo incontro – ha spiegato in apertura Massimo Lucchesi segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale – diamo il via a una serie di appuntamenti formativi che permetteranno ai dipendenti dei vari enti coinvolti di approfondire il tema e che, con il tempo, verranno aperti anche a tutti i cittadini. Un corso importante al fine di consolidare lo spirito di squadra nato nel corso dei primi eventi e che costituisce la base di ogni contratto».

 

Sono intervenuti anche rappresentanti di Anbi Toscana, l’associazione che riunisce i Consorzi di Bonifica regionali: Maurizio Ventavoli delegato ai contratti di fiume e la vicepresidente Serena Stefani.

Massimo Bastiani, coordinatore del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume e dell’Action Group, Participatory European network on Water Governance “Smart Rivers Network”, ha parlato degli approcci metodologici e dei risultati attesi. «Il contratto di fiume è un obbiettivo politico territoriale trasversale che punta alla riqualificazione e allo sviluppo integrato, sostenibile e condiviso dei bacini e dei sub bacini idrografici – ha detto -. Per portarlo avanti serve una strategia territoriale integrata, un processo partecipativo nell’ambito del quale creare parternariati pubblico-privati e selezionare i progetti prioritari da attivare».

Mario Clerici componente del Comitato di Indirizzo e della Consulta delle Istituzioni dell’Osservatorio Nazionale sui Contratti di Fiume e fino al 2019 funzionario della Regione Lombardia ha invece presentato l’esperienza dei Contratti di fiume Lombardi, illustrando che cosa si può realizzare attraverso un programma d’azione con interventi e casi studio.