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Repubblica Firenze: oligarca amico di Putin dietro alla ristrutturazione dell’Ex Enel e della ex clinica Santa Chiara

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Studentati di lusso in via di completamento in Piazza Indipendenza che diventerà la piazza di un mega studentato. Saranno destinate a studentati, due palazzine intere: la ex-clinica Santa Chiara e l’ex-Enel a pochi metri dalla piazza. Due fattori da analizzare: la prima che si continua a girare l’ostacolo del blocco degli oligarchi rissi, la seconda riguarda l’amministrazione che durante la pandemia ha dichiarato che non sarebbero più stati concessi cambi di destinazione d’uso verso ulteriori strutture turistico-ricettive? Ma Nardella & Co hanno trovato come aggirare l’ostacolo con il concetto “direzionale”.

La proprietà del complesso di via Salvagnoli e Piazza Indipendenza, secondo Repubblica legata all’oligarca Alexander Abramov ,  ha richiesto di attuare la scheda del regolamento urbanistico vigente con funzioni direzionali e recuperare un immobile in pieno centro storicoPer la trasformazione, il privato verserà al Comune di Firenze circa 400mila euro di compensazioni che saranno destinati a interventi di riqualificazione della zona, in particolare dei giardini della Fortezza da Basso e della scuola Carducci di viale Gramsci.

E’ quanto prevede la convenzione per la compensazione degli impatti della trasformazione dell’area ex Enel che ha avuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re. L’intervento, su una superficie utile lorda di 3700 mq, prevede una destinazione d’uso al 100% direzionale, come previsto dalla scheda inserita nel regolamento urbanistico vigente.

Repubblica parla, della nuova proprietà di due società controllate da Abramov tramite due trust con sede rispettivamente a Cipro e nelle Isole Vergini Britanniche, il paradiso dei paradisi fiscali, e questi due trust avrebbero quote di una società cipriota che controllerebbe le prime due. Un vero e proprio sistema di scatole cinesi che permetterebbe all’oligarca di sfuggire alle sanzioni imposte alla Russia.