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Monza in Serie A, Berlusconi: “No follie mercato ma voglio alta classifica”

Adnkronos
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(Adnkronos) – “Finalmente il Monza può disputare il campionato di A… Nello stadio di Monza accoglieremo il Milan, l’Inter, la Juventus e la Roma, sarà una grande festa sempre. La Champions non è nei nostri piani, nel nostro piano c’è comportarci bene nel campionato di serie A restando nelle parti alte della classifica”. Silvio Berlusconi, patron del Monza appena promosso in Serie A, fissa gli obiettivi della formazione brianzola in un’intervista a ‘Quarta Repubblica, il talk show condotto da Nicola Porro in prima serata su Retequattro. 

Lei nelle sue aziende ha sempre investito, lo ha fatto anche nel Milan: nel calcio bisogna investire cifre folli per poter vincere? ”No, non è vero, noi siamo sempre riusciti a fare degli investimenti ma non folli”. Un colpo di mercato lo deve fare con il Monza? ”Non credo, abbiamo una squadra che ha soprattutto una tecnica di gioco che io ho suggerito molto efficace”, taglia corto il Cav che spiega come riesce a caricare i giocatori per poi ottenere la vittoria: “Bisogna sempre ripetere delle cose che sanno ma è importante che il presidente le dica prima che scendano in campo: “Dovete essere 11 guerrieri, 11 gladiatori che lottano su ogni palla e che resistono a ogni attacco. Dovete ricordarvi che il gol si fanno nell’altra parte del campo, tirando in porta e questo vuol dire tirate di più in porta…”. 

“È vero che a me non piacciono i giocatori con la barba e con i tatuaggi… glielo dico… a qualcuno abbiamo fatto un’eccezione perché ha promesso di farlo se andavamo in Serie A… Adesso in Serie A si deve tagliare la barba…”, aggiunge. 

La Roma ha vinto la Conference League, ma le formazioni italiane in Champions stentano e la Nazionale ha fallito la qualificazione ai Mondiali 2022. “Per me non c’è un gioco tecnicamente efficace, bisognerebbe che cambiassero il sistema di gioco…”, dice Berlusconi. ”Quando il portiere non fa i lanci in avanti nella metà campo dell’avversario e dà la palla al terzino, il quale la dà al mediano e questo la restituisce -spiega il Cav- due volte su quattro la palla non va nell’altra metà campo perché se ne impossessano gli avversari. Tutto tempo buttato via. Bisogna lanciare sempre in avanti”.