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Isolamento positivi Covid, Minelli: “Stop è ipotesi ragionevole”

Adnkronos
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(Adnkronos) – “La quarantena rappresenta certamente la retroguardia della battaglia al nuovo coronavirus, per quanto senza dubbio utile in un tempo in cui circolavano le varianti letali del Sars Cov-2 e ancora non c’erano i vaccini. Oggi pensare che la corretta profilassi possa dipendere da 5 giorni o 10 di isolamento appare decisamente anacronistico”. Così all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la medicina personalizzata, commentando la possibilità, avanzata dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, di eliminare a breve l’obbligo di isolamento domiciliare per i positivi. 

“Tanto più che positività e insorgenza dei sintomi – spiega l’immunologo – non sembrano più andare di pari passo da quando sono apparse sulla scena le sottovarianti di Omicron. Ecco perché – conclude – mi sento di condividere l’idea di chi ragionevolmente ipotizza di superare la misura dell’isolamento” domiciliare per i positivi. 

“Mi sembra temerario – sottolinea invece l’immunologo – lanciarsi in inquietanti previsioni numeriche” sui rischi di una nuova ondata di Covid dovuta all’aumento della diffusione della variante Omicron BA.5 o Omicron 5. “Credo che nessuno di noi, in questo momento, sia in grado di stabilire l’entità del rischio di infezione su larga scala nei prossimi mesi” ed “eviterei le prassi tendenzialmente menagrame del creare allarme fra i cittadini, con il rischio di un forte rebound sociale data la stagione estiva”, ammonisce.  

“La comparsa di nuove varianti, così come abbiamo costantemente verificato nei mesi scorsi, non consente di poter definire con precisione il perimetro del contagio da Omicron 5 – aggiunge – Questo in ragione delle risapute capacità del virus di mutare velocemente e di sostituirsi alla mutazione precedente con differenziali significativi anche sul piano della risposta immunitaria, decisamente (e fortunatamente) più performante dopo anni di adattamento reciproco e dopo la vaccinazione che, in Italia, è stata tra le più capillari al mondo”.