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La Caporetto della stampa italiana annunciata e accettata

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Di Pierandrea Vanni

(Giornalista – Sindaco di Sorano)

Autostrada Firenze Roma. Nei bar di tre aree di servizio si vende di tutto ma non i giornali
Esselunga di Arezzo: lo scaffale per periodici e quotidiani è stato spostato e ridimensionato. Adesso, ottima scelta, è proprio di fronte alle confezioni di pane di segale, pane e biscotti dietetici etc.
Piccolissimi esempi di una Caporetto annunciata e accettata . Dopo che molte edicole hanno chiuso si è scoperto che potevano assicurare altri servizi di utilità che non sono solo quelli di vendere souvenir per turisti. Nel centro storico di Firenze il pomeriggio è quasi impossibile comprare un.

quotidiano..Alla stazione di Santa Maria Novella solo Feltrinelli ha un piccolo spazio per i giornali. Alla stazione di Rifredi, che con tutto il rispetto non è quella di Compiobbi il giornalaio ha chiuso un anno fa
Un disastro annunciato, prima di tutto dal boom dei social, subito e infine accettato. Gli editori, più o meno tutti, hanno approfittato a man bassa dei prepensionamenti oiuttosto che puntare sulla qualità, sulla diversificazione della informazione e sulle notizie vere hanno scelto la strada delle chiusure, degli accorpamenti.Mai pensato ad una campagna, per esempio, come quelle promosse dagli editori a sostegno dei libri, mai pensato a spiegare e difendere il valore della stampa libera e della libertà di stampa.
Ma non sono gli unici colpevoli. I giornalisti hanno fatto la loro parte, spesso autoreferenziali,, troppo spesso megafoni di una informazione urlata o troppo sensibile agli interessi del mondo politico e di quello economico. Del resto che cosa potevi aspettarti da chi ha accettato di farsi spremere come un limone dagli editori il proprio istituto di previdenza o non si rende conto che il sindacato unico rappresenta una minoranza della minoranza
E ancora una legge dell’ Ordine che risale a Guttemberg , forze politiche e intellettuali che
.vorrebbero abolire l Ordine tanto per avere uno scalpo ,leggi per l editoria che hanno dato soldi senza criterio, spesso con il solito sistema a pioggia e
senza severi controlli.. Poi si scopre che c è qualcuno che deve restituire milioni. Ma chi glieli ha dati,?
Altro che Caporetto. Sia detto con dolore, stupore e sgomento.