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Paolo Ermini

admin
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Altro che lunghi coltelli. Nel Pd fiorentino hanno tirato fuori le sciabole. L’autocandidatura a sindaco di Rosa Maria Di Giorgi ha spiazzato i vertici locali del partito che sono partiti armi in resta per fermare ogni altra possibile mossa. Niente primarie di partito, ma di coalizione, hanno subito dichiarato il segretario regionale Fossi e quello fiorentino Ceccarelli. E no ai personalismi. Come se l’intenzione di nominare dall’alto un solo candidato sindaco non fosse il massimo del personalismo. Ma presi dalla necessità di turare la falla, l’uno e l’altro si sono forse dimenticati che nelle primarie di coalizione ci sono sempre stati più candidati dello stesso Pd. Come successe quando poi vinse Renzi. E allora l’unica soluzione sarebbe quella di non farle più le primarie. Peccato che siano previste dallo statuto del partito: “Ma lo statuto non è la Costituzione”, dicono. Insomma, se serve lo cambieranno. In ogni caso, dice Fossi con toni minacciosi, il partito regionale “farà sentire la
sua voce”. È’ chiaro che la strategia del pugno di ferro non può che essere gradita al sindaco Nardella che sulla sua poltrona vuole un sindaco di suo gradimento. Anzi scelto da lui. Ma alla guida del Pd nazionale ora c’è Elly Schlein, e lei che farà? E la sinistra del partito fiorentino, ben rappresentata dall’assessore Andrea Giorgio, digerirà il boccone?
Infine c’è la domanda decisiva: con il possibile veto sulle primarie che faranno Di Giorgi e gli altri possibili candidati, come Cecilia Del Re (defenestrata da Nardella) e Mirko Dormentoni?
È’ curioso che ieri Fossi ipotizzando una coalizione di centrosinistra, di cui per ora non si vede alcuna traccia, abbia affermato che in vista del voto il Pd si aprirà al “civismo”. Che significa? Se per civismo intende le categorie economiche, come i commercianti, non sarebbe certo una novità. Se invece pensa alla società civile comunemente intesa sarebbe utile che si facesse raccontare come l’amministrazione comunale si sia fatta beffe delle richieste dei comitati dei cittadini residenti, che proprio per essere credibili e collaborativi, si erano riuniti in un coordinamento che aveva fatto le sue richieste riassunte in un documento. Non una di queste richieste è’ stata accolta. Il
Pd non ha alcun titolo per rappresentare il civismo.