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Piquadro rileva il marchio The Bridge per 3,1 milioni

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di Elisabetta Failla

L’indiscrezione era già uscita come una bomba a settembre: Piquadro – si diceva – starebbe per acquisire The Bridge, marchio di pelletteria toscano fondato da Il Ponte Pelletteria di Scandicci. L’azienda bolognese si era trincerata dietro un secco “no comment” ma in realtà le trattative sono andate avanti. Piquadro ha chiuso l’esercizio al 31 marzo con 69,31 milioni di ricavi (+3,1%) e un utile netto di 11,5 milioni mentre The Bridge stava vivendo una profonda crisi e, dopo 3 anni di ammortizzatori sociali, il 26 luglio scorso aveva annunciato il taglio di 25 dipendenti su un totale di 60 e l’avvio della Cassa Integrazione Straordinaria per crisi aziendale.
Oggi invece la conferma: Piquadro ha comprato per 3,17 milioni l’80% de Il Ponte Pelletteria, società fiorentina cui fa capo il marchio di pelletteria di lusso The Bridge. In una nota si specifica che l’accordo prevede anche opzioni di compravendita sul restante 20% della società tra il 2021 e il 2023.
“Mi sono innamorato del marchio The Bridge quando, visitando i migliori mercati vintage del mondo, ho trovato la doctor bag, la postina, i bauli, le valigie, pezzi da collezione per veri estimatori”, ha spiegato l’operazione Marco Palmieri, presidente e amministratore delegato di Piquadro – L’artigianalità, il radicamento territoriale, l’ecologia e l’iconicità sono aspetti di questo straordinario e unico brand che, se adeguatamente valorizzati, possono garantite significative crescite. Il suo posizionamento, complementare rispetto a Piquadro, consentirà al gruppo di attivare sinergie in vari ambiti, a partire da quelli distributivi, industriali e finanziari. Ci auguriamo – ha concluso – che per il gruppo Piquadro sia l’inizio di un processo di aggregazione di marchi di accessori nel segmento premium con forti connotati di iconicità, con i quali condividere processi e best practice”.
Il Ponte Pelletteria è stata fondata nel 1969, e attualmente ha circa una sessantina di dipendenti nello stabilimento di Scandicci nell’area metropolitana fiorentina e 25 nella rete di negozi monomarca. Ha una rete di 600 punti vendita in Italia e 700 nel mondo. Nel 2015 ha registrato un fatturato di 22,2 milioni con perdite per 2,6 milioni e un indebitamento netto di 8,5 milioni.

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