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Ferrero non è più il presidente Samp. Sollevato d'autorità dalla Figc per il fallimento della Livingston

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Massimo Ferrero non è più il presidente della Sampdoria, carica dalla quale è decaduto a causa del crac della Livingston, la compagnia aerea in mano all’ex patron e fallita nel 2010. La notizia è stata comunicata dalla FIGC. Ferrero resta comunque proprietario del club blucerchiato e non è costretto a cedere: non può però ricoprire cariche dirigenziali e per questo il ruolo di presidente potrebbe passare a un familiare. 

In seguito al fallimento della Livingston, avvenuto nell’ottobre 2010, Ferrero aveva patteggiato davanti al Gip di Busto Arsizio una condanna di un anno e dieci mesi. Motivo per il quale, in base alle norme federali, non può ricoprire la carica di presidente di una società. L’articolo 22, infatti, è molto chiaro nel sottolineare l’impossibilità ad assumere tale carica “coloro che siano stati o vengono condannati con sentenza passata in giudicato a pene detentive superiori a un anno”.

Ferrero non ha mai comunicato alla FIGC di aver ricevuto la condanna. La Federazione stessa comunque si è mossa d’ufficio e ha provveduto a far pervenire all’ormai ex patron il comunicato della decadenza (che non scatta in automatico con la condanna ma deve essere, appunto, comunicata dal diretto interessato) a causa del patteggiamento accolto nel febbraio 2016. Sempre nel 2016 è stato bocciato anche il ricorso in Cassazione tentato da Ferrero.

La Livingston fallita nel 2010 apparteneva alla Fg Holding, a sua volta di proprietà di Ferrero. 

In seguito alla decadenza, Ferrero deve sì cedere la presidenza ma potrà mantenere il controllo e il potere decisionale della Sampdoria rimanendo proprietario: le norme, infatti, disciplinano la compatibilità degli incarichi dirigenziali ma non i legami azionari. Ferrrero non potrà rappresentare il club nelle sedi istituzionali nè partecipare, ad esempio, alle assemblee di Lega ma ne può mantenere il totale e indiscutibile possesso nonché potere decisionale. 

La Sampdoria si affida ad un comunicato

Nel pomeriggio, la replica della Sampdoria è stata affidata a un comunicato ufficiale apparso sul sito del club blucerchiato: 

“Con riferimento alla comunicazione della FIGC secondo la quale la sentenza della vicenda di Livingston del 2009 avrebbe determinato la decadenza, ai fini solo esclusivamente sportivi, dalla carica di presidente del sig. Massimo Ferrero, U.C. Sampdoria conferma che si tratta di decisione ingiusta e non corretta, difettando il presupposto di una sentenza di condanna.

Nel massimo rispetto del ruolo degli organi istituzionali della Federazione, U.C. Sampdoria e il suo Presidente proporranno ogni iniziativa a tutela dei rispettivi interessi, diritti e ragioni.

In ogni caso, la decisione della FIGC non incide in alcuna misura sul regolare andamento e sulla prosecuzione delle attività societarie e sportive di U.C. Sampdoria, anzi la rafforza, essendo del tutto fantasiose e prive di ogni fondamento le illazioni concernenti presunte ipotesi riguardanti l’assetto societario di U.C. Sampdoria”.

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