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Prato senz’anima. Biffoni alla ricerca di nuova identità. Boccia il Metastasio, ricorre al Tar contro la Via dell’aeroporto

admin
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C’è una bella poesia di Borges, poeta argentino che raccontando la vita del gaucho, dice che ‘asi perdiendo fue perdiendo todo’: a forza di perdere perse tutto. Mi è tornata in mente oggi nell’ascoltare la protesta di Giacomo Cioni, presidente della Cna, che in risposta alla decisione del comune di Prato, tramite il suo sindaco Matteo Biffoni, di rinviare al ‘Tar’ l’operazione di impatto ambientale fatta sui terreni relativi alla nuova pista dell’aeroporto, rischia un paio di cose: La prima è far naufragare definitivamente il progetto di ampliamento, la seconda di rimandarlo di qualche anno, fra disagi e perdite notevoli. Cioni è steso sulla stessa linea della Camera di Commercio, che ha minacciato di escludere Prato da una serie di decisioni e iniziative importanti, così come la presidenza della Fortezza da Basso e l’Ente  moda, hanno fatto qualche giorno fa: che Prato si scordi di uno spazio in fiera e di tante altre cose che potrebbe avere e non avrà.

La politica nuova è così: la trattativa si è mutata in una sorta di braccio di ferro, certo non troppo  democratico ma efficace. Trumpiano. Dal canto suo l’associazione industriale fiorentina si è stupita del comportamento pratese.

Certo il sindaco di Prato Matteo Biffoni, sta creando, assieme a  Carmignano non pochi problemi all’infrastruttura di Peretola. Perché proprio ora a elezioni appena concluse e a sconfitta del PD e di Renzi, convinto sostenitore dell’areoporto?

C’è chi sostiene che Biffoni e la sua giunta fino a oggi renziana doc, stia prendendo le distanze dal segretario sconfitto che ha portato il Pd ai minimi livelli storici. Ma Biffoni parlando con me qualche giorno ha smentito questa ipotesi. Nessuna incrinatura, mi ha detto, né presa di distanza: solo la necessità di capire perché lo studio di impatto ambientale è avvenuto senza che i territori interessati ne fossero coinvolti. Da qui il ricorso al Tar con le conseguenze che ne conseguono: discussioni, ritardi, incomprensioni e ricatti.  E un nuovo, ennesino lungo iter per capire se Firenze e la sua area metropolitana potranno avere un aeroporto consono al territorio.

E’ un po’ un peccato originale quello pratese: negli anni Settanta fu bloccato lo scalo a San Giorgio a Colonica, prima ancora erano stati respinti progetti avveniristici, ma fattibili tecnicamente, come quello di un aeroscalo sulla Calvana. Oggi, finalmente pur se fra infiniti tira e molla, era quasi fatta. Ma Prato si è ridestata e ha allestito la contraerea.

Non so. La mia impressione è che questa città, che questa amministrazione stia giocando alla meno. Il Metastasio doveva diventare Teatro Nazionale della Toscana, tutto era fatto, documenti in regola compresi, ma l’amministrazione non mandò la domanda al ministero.  E così l’ebbero vinta due teatri che non avevano i requisiti per il titolo – e che dovettero unirsi per  ottenerli -.  Si disse, allora: niente male ci riproveremo, ma non ci si è mai riprovato. Tanto chi se ne frega del teatro? Porta voti? No porta solo una cultura della quale, povera sconosciuta, avremmo un gran bisogno. Ora tocca all’aeroporto. Porta voti?

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