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Chianti Classico Collection: la cena dei produttori con Corte Domina e Fattoria di Valiano

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di Elisabetta Failla

La 27ma edizione della Chianti Classico Collection si è chiusa con un grande successo di pubblico, tra professionisti del settore e stampa specializzata e di settore. Circa 2500 i professionisti di settore presenti, tra ristoranti, buyer, enoteche, e circa 400 i giornalisti accreditati.

Il 2019 si chiude in maniera positiva per il Gallo Nero con tutti i numeri in crescita. A livello economico, è fin dalla vigna che si registra un aumento del valore: la vendemmia 2019 ha visto le quotazione delle uve aumentare del 10%, e negli ultimi tre mesi le vendite delle bottiglie sono cresciute di un altrettanto 10%. Si può dire che il traino economico siano le due tipologie premium, il Chianti Classico Riserva e il Chianti Classico Gran Selezione, che rappresentano complessivamente il 42% dei volumi di mercato e il 55% del fatturato complessivo del 2019. La sola Gran Selezione guadagna 15 punti percentuali sul valore del venduto. Alla Stazione Leopolda sono state ben 740 etichette in degustazione nelle tipologie Annata, Riserva e Gran Selezione di circa 200 aziende del Gallo Nero presenti ai banchi d’assaggio.

Sempre interessante, invece la cena conviviale con i produttori di Chianti Classico che si è svolta per il secondo anno. Alla fine del 2018, infatti, il Consorzio Vino Chianti Classico ha dato vita al progetto “Amici del Chianti Classico”, ovvero la creazione di una nuova comunità di ristoranti a cui viene riconosciuto il merito di lavorare in modo particolarmente entusiasta e professionale con i vini del Gallo Nero. Il progetto nasce da uno screening di oltre 300 ristoranti tra le città di FirenzeSiena e nel territorio di produzione del Chianti Classico che ha potuto restituire al Consorzio una ampia fotografia del posizionamento del Chianti Classico sul mercato nazionale.

La formula è, a parer nostro, vincente formula, perché gli invitati, suddivisi nei vari ristoranti fiorentini, hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino alcuni produttori, seduti allo stesso tavolo, la storia delle loro aziende e dei loro vini. Noi eravamo al Golden View a due passi da Ponte Vecchio e abbiamo cenato con Andrea Bonora di Cortedomina a Radda in Chianti, e con Ginevra Piccini e Giacomo Panicacci di Tenute Piccini, un gruppo che riunisce cinque aziende vitivinicole situate, oltre che nel Chianti Classico, a Montalcino, in Maremma, in Basilicata e sull’Etna, degustando i vini di una di queste: la Fattoria di Valiano situata vicino Castelnuovo Berardenga.

Cortedomina è una piccola e giovane tenuta situata nella zona di Radda in Chianti che produce vini da circa cinque anni. Il terreno è prevalentemente roccioso, composta da galestro e alberese che, unito all’elevata altitudine, ad un bella escursione termica, all’esposizione soleggiata e alle brezze frequenti consentono di esaltare il Sangiovese donando al vino freschezza, eleganza e mineralità. I vini prodotti sono poi frutto della collaborazione con l’enologa Barbara Tamburini vincitrice alla recente PrimaAneprima, che ha aperto la settimana delle anteprime dei vini toscani, dell’Oscar del Vino-Premio Giacomo Tachis quale miglior Enologo 2019.

Durante la cena sono stati degustati due vini di Cortedomina. Il primo è un Chianti Classico Docg 2018 prodotto con 80% di Sangiovese e 20% di Merlot. La vinificazione avviene in acciaio per poi passare il vino direttamente in bottiglia.  Di colore rosso rubino intenso, al naso presenta sentori di fiori freschi, in particolare la viola, frutti rossi croccanti e leggere note balsamiche molto fresco e con una bella acidità. Caratteristiche che si ritrovano anche in bocca dove troviamo un tannino molto importante seppure al gusto mostra già una bella persistenza. Essendo l’ultima annata prodotta, stimo parlando di un vino giovane che deve ancora finire di affinare. Siamo certi che fra qualche mese questo Chianti Classico sarà più equilibrato mostrando una maggiore morbidezza e minore acidità, mentre il tannino perderà un po’ di forza diventando più avvolgente grazie alla presenza del 20% di Merlot.

Il secondo Chianti Classico di Cortedomina che abbiamo degustato è A.Mici, Chianti Classico Riserva Docg Riserva 2017, 95% Sangiovese e 5% Merlot. Dopo la vinificazione il vino fa sei mesi di barrique francese e nove mesi di bottiglia. Alla vista appare di un bel rosso rubino intenso. Al naso partono le note floreali e di frutti di bosco neri croccanti come mora e mirtilli e prugna ma soprattutto stupiscono i sentori di cioccolata, tabacco, di spezie dolci, forse anche leggermente di pepe bianco, e boisé. Fresco, sul finale si nota una bella balsamicità. In bocca si mostra già abbastanza avvolgente, con un tannino che tende alla morbidezza anche se può ancora migliorare. Sul finale il vino appare pulito, con un retrogusto di fiori accompagnato da una bella freschezza e acidità. Al momento della degustazione il vino aveva fatto solo sei mesi di bottiglia per cui si prevede che, come già detto per l’annata 2018, fra qualche mese. A.Mici avrà raggiunto un maggior equilibrio sa nel profumo che nel gusto. Un’azienda, questa, da seguire perché, per quanto giovane, produce vini molto interessanti.

Gli atri due vini degustati appartengono alla Fattoria di Valiano del gruppo Tenute Piccini situata nei pressi di Castelnuovo Berardenga e la tenuta negli anni ‘60 era appartenuta al Presidente Gronchi mentre nel 1995 fu acquistata dalla Famiglia Piccini.

Gli ettari vitati sono 70 coltivati a Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Chardonnay. I vigneti si trovano a circa 420 metri sul livello del mare e il terreno è composto da argille, pietre e fossili, buona l’esposizione al sole e il clima che contribuiscono alla produzione di vini di qualità. Abbiamo degustato Poggio Teo Chianti Classico Docg 2016 prodotto con 90% Sangiovese e 10% Merlot. Dopo la vinificazione, il vino viene messo in barrique di rovere per un anno. Ḕ un single vineyard, ovvero le uve provengono da un unico vigneto situato nel punto più alto della tenuta, posizione che, unita anche all’escursione termica, dona freschezza e acidità al vino.

Di colore roso rubino brillante, già dal profumo appare e equilibrio con delicati sentori di fiori e frutta matura, in particolare ciliegie, spezie dolci, note boisé e balsamiche. Al palato è elegante, avvolgente, equilibrato dove si sentono di nuovo la frutta rossa matura, il legno e una leggera nota di cioccolato. I tannini sono rotondi, finale raffinato e persistente. Un vino eccellente di cui sono state premiate alcune annate precedenti. Una curiosità: nel 2016 l’annata 2012 è stato l’unico vino rosso servito alla cena di gala dei Premi Nobel.

L’altro vino in degustazione è stato 6.38 Gran Selezione Chianti Classico Docg 2016, prodotto e con uve single vineyard 90% Sangiovese, 7% Cabernet Sauvignon e 3% Merlot. Sono 6, 38 ettari di vigneti, di qui il nome, situati a nord est in una posizione più bassa, circa 300 metri sul livello del mare, dove prevale il terreno argilloso.

Dopo la vinificazione il vino affina in barrique francesi per circa trenta mesi. Il colore è rosso rubino scuro e al naso si sentono note di frutti rossi maturi, leggera speziatura unita a lievi sentori balsamici. Al palato il vino appare avvolgente, con tannini vellutati ed eleganti, e molto equilibrato con leggere acidità e freschezza che si sentono nel finale insieme alla persistenza ma anche ad un gusto pulito.

Tarte Tatin di mele e chantilly

I vini che abbiamo degustato erano abbinati al menu creato dalla brigata di cucina del Golden View guidata dallo chef Paolo Secci iniziato con una terrina di fegatini con salsa di frutti invernali e crostini di pane nero. Come primo piatto sono stati serviti dei rigatoni di pastificio Mancini al pesto di cavolo neo, capuliato e burrata affumicata e, come secondo piatto, cosciotto di anatra al Vin Santo con Millefoglie di patate e cipolline di Certaldo al cartoccio. E per finire il dolce: Tarte Tatin di mele e chaintilly abbinata a Vin Santo del Chianti Classico Occhio di Pernice di Poggio Torselli

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